Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy

FacebookTwitter
Lunedì, 02 Marzo 2015 00:00

Licenza e miliardi

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)
L'onorevole Venittelli (PD) che al convegno sulla nuova proposta di istituzione di una licenza onerosa per la pesca ricreativa in mare ha sostenuto l'utilità di una "tassa di scopo" (pur senza che le istituzioni abbiano mai fatto né facciano niente per perseguire un qualiasi scopo positivo per la pesca ricreativa) ha dato una stima dell'economia del settore a livello nazionale dicendo che si tratta di valori annui "di oltre un miliardo di euro".
Il miliardo ( lo stesso che avevamo indicato nell'articolo Pesca ricreativa a nove zeri ) si traduce in un consistente gettito fiscale per lo Stato e, visto anche il degrado di tanti stock ittici di riferimento, una politica di buona gestione e di sostegno alla pesca ricreativa può farlo aumentare creando un vero utile.
La licenza onerosa è anche in questo senso una pessima scelta, tanto più in un momento nel quale ci sono urgenti priorità di intervento da cui dipende quel miliardo che potrebbe facilmente diminuire o aumentare a seconda delle scelte politiche e di gestione. 
L'onorevole Venittelli cavalca con argomenti improbabili il trucco della destinazione dei soldi delle licenze che sembra convincere qualcuno che sarebbe a nostro favore mentre non è che l'espediente per far passare un principio infondato e controproducente.
La licenza già ce l'abbiamo (la Comunicazione obbligatoria) e doveva servire a conoscere il settore ricreativo, cosa che sembra sia stata accantonata,  (nonostante sia l'unico motivo per il quale le autorità scientifiche chiedono una licenza), a favore dell'opportunità di fare subito cassa tassando i pescatori in barba alle sorti del settore stesso e blandendoli con la promessa del buon utilizzo dei proventi.
Il problema è che chi decide non solo non conosce quello di cui si occupa ma sta continuando a rifiutarsi di conoscerlo nonostante glielo chieda un milione di cittadini e che sia  tra i suoi doveri.
L'unica discussione possibile tra pesca ricreativa e politica che se ne occupa è ad oggi quella sulla mancata conoscenza del settore da parte delle istituzioni che devono gestirla e sulla urgente necessità di superarla con gli opportuni strumenti.
La proposta alternativa alla licenza per i politici che dichiarano che " Il percorso legislativo deve proseguire con le dovute aperture alla categoria che rappresenta gli interessi di oltre un milione di pescatori sportivi..." c'è.
Se le dovute aperture non sono solo una metafora della vaselina, APR attende di poterne discutere con i politici, concordando sulla importanza che vengano fatte scelte informate e quindi sulla urgente necessità di acquisire le informazioni indispensabili per poi poter valutare seriamente le scelte di gestione e i relativi strumenti tecnici.
 
Letto 160828 volte

Puoi sostenere il lavoro di APR
con una donazione
Poster UE
Pesci del Mediterraneo
Clicca sulle immagini per scaricare i pdf

-

Glossario scientifico GFCM in inglese