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Venerdì, 18 Novembre 2011 20:20

L’acqua che non c’è

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Dossier Deflusso Minimo Vitale 2011

Campagna di controllo diffuso sull’applicazione e il rispetto del DMV in Piemonte

..in nessuno dei corsi d’acqua maggiori del Piemonte, nei tratti immediatamente a valle delle opere di derivazione idrica, si dovrebbero vedere alvei asciutti; quando questo si verifica siamo probabilmente di fronte a un caso di mancato rispetto delle norme ...

Aggiornamento: Sabato 10 dicembre 2011 incontro ad Aosta ore 16.30

Vai all'aggiornamento e scarica la locandina dell'incontro

 

26 agosto 2011 – Il Po al ponte tra Revello e Saluzzo

Con deliberazione del Consiglio Regionale 117-10731 del 13/03/2007, la Regione Piemonte ha definitivamente approvato il Piano di Tutela delle Acque (PTA), diventato quindi insieme di norme  effettivamente operative. Una delle prime conseguenze dell’entrata in vigore del PTA dovrebbe essere il rispetto del DMV (Deflusso Minimo Vitale), cioè dell’obbligo del rilascio di quella minima quantità d’acqua che potrebbe consentire al fiume di non “morire” dal punto di vista biologico. Bisogna chiarire che si tratta di una quantità minima, non certo di quanto effettivamente permette al corso d’acqua di essere “in buona salute” (per capirci, paragonabile alla quantità minima d’aria che consente ad un essere umano di non morire!). In altri termini, dopo l’approvazione del PTA, in nessuno dei corsi d’acqua maggiori del Piemonte, nei tratti immediatamente a valle delle opere di derivazione idrica, si dovrebbero vedere alvei asciutti; quando questo si verifica siamo probabilmente di fronte a un caso di mancato rispetto delle norme. La sensazione diffusa, soprattutto nel mondo delle associazioni che si occupano (da diversi punti di vista) di corsi d’acqua, è che, invece, poco sia cambiato. Se si prova d’estate a fare un esperimento: percorrere in auto la fascia pedemontana delle Province di Torino e di Cuneo (ma anche in altri territori lo scenario è lo stesso); ad ogni ponte che attraversa un corso d’acqua fermarsi e guardare giù; si può essere sicuri che, nella stragrande maggioranza dei casi, non si vedrà acqua ma soltanto una distesa di pietre. ...

Le ragioni di questa che, ripetiamo, non può che essere considerata una situazione anomala e inquietante, possono essere molteplici; ne indichiamo almeno due: la pratica non condivisibile delle deroghe nell’applicazione della legge e la mancanza di controlli per far rispettare le normative e i disciplinari di concessione. Senza entrare nel merito di queste problematiche, alcune associazioni hanno promosso una prima campagna di controllo diffuso sull’applicazione e il rispetto del DMV in Piemonte, al fine soprattutto di sollecitare le autorità e gli enti a intervenire e, più in generale, di far conoscere nel modo più largo possibile i gravi danni che questa situazione porta alle risorse del territorio e dell’ambiente. La campagna è stata condotta per la prima volta nell’estate del 2011 e l’intenzione dei promotori è quella di ripeterla, in modo più puntuale ed allargato, negli anni successivi, precisando i “protocolli” di rilevamento e coinvolgendo un numero più grande di associazioni e privati cittadini che hanno a cuore la sorte dei nostri ambienti acquatici. L’auspicio è che queste iniziative diffuse di riverwatching possano portare ad un netto miglioramento dello stato di salute dei nostri corsi d’acqua, raggiungendo, in primo luogo, quello che non può che essere l’obiettivo primario di qualunque politica di tutela: ridare acqua ai nostri fiumi e torrenti.

Le segnalazioni che raccogliamo in questo dossier non sono tutte quelle che sono state fatte, ma rappresentano un buon campione della situazione regionale, riferendosi alla province di Torino, Cuneo, Biella e Alessandria; sono state anche inserite alcune segnalazioni riguardanti la Valle d’Aosta, che presenta un quadro normativo e ambientale simile a quello del Piemonte.

L’iniziativa, promossa da Legambiente Piemonte/Valle d’Aosta, Pro Natura Torino, CIPRA-Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, CIRFCentro Italiano per la Riqualificazione Fluviale, ha potuto essere realizzata anche per l’appoggio e la partecipazione di: AssoPo-Associazione per la Promozione e la Difesa dell’Ambiente Fluviale del Po e dei suoi Affluenti, Free Flow International Kayak School, FIPSAS-Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee-Comitato Regionale Piemonte, Autodisciplina 2008, Thymallus Aurora Fly Fishing Club Biella, APR-Alleanza Pescatori Ricreativi, Associazione Pesca Ambiente Fossano, Unione dei Consigli di Valle dei Pescatori della Provincia di Torino, ARCI Pesca FISA-Comitato Regionale Piemonte.

Scarica il Dossier in formato pdf

Aggiornamento del 2 dicembre 2011

Sabato 10 dicembre, ad Aosta, verrà presentato il dossier DMV realizzato da Legambiente Piemonte e Valle D'Aosta.
Scarica la locandina

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