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Martedì 21 Maggio 2013 22:50

Notizie Flash

PESCANCHIO 2013

Il 28 e 29 maggio si svolgerà nello splendido scenario dell’area del Parco di Portofino una iniziativa rivolta agli alunni dell’I.I.S.S Liceti di Rapallo (GE).


Il progetto PESCANCHIO, fermamente voluto dagli insegnanti dell’Istituto superiore Liceti, si rivolge ai ragazzi con una doppia intenzione: renderli partecipi e consapevoli del territorio in cui vivono (area del Parco di Portofino) e, nell’ambito dell’attenzione che il Liceti ha per l’attività sportiva, introdurre i ragazzi all’attività di pesca ricreativa in mare, vista come occasione per fare attività all’aperto imparando nello stesso tempo cosa significa sostenibilità nella fruizione delle risorse. 


I ragazzi del Liceti vivono in località di mare, e il loro territorio è inserito in uno dei parchi più importanti di Liguria. Di grande importanza è per la zona anche l’Area Marina Protetta. E’ pertanto importante che i ragazzi possano sperimentare il mare in maniera diretta, questa è una delle motivazioni della nascita di questo e di altri progetti collegati al mare(immersioni subacquee) condotte dal Liceti.


APR è tra i promotori di questo progetto, ha lavorato in stretto contatto con gli insegnanti, ha fornito materiale per la discussione in classe su temi come ‘la gestione della pesca’, il Catch&Release, i riferimenti normativi per l’attività di pesca ricreativa, l’importanza di conoscere i regolamenti e le misure minime per le catture dei pesci.


Sono stati coinvolti, e hanno immediatamente risposto positivamente, sponsor provenienti dal settore delle attrezzature da pesca (Shimano e Seaspin), i Battellieri del Golfo Paradiso, l’Abyss società di diving di Rapallo, l’associazione di pesca dilettantistica di Punta Sant’Anna, il Panathlon associazione che promuove l’attività sportiva, e alcuni esercizi locali come il Ristorante Da O Vittorio di Recco.


Particolare attenzione merita la partecipazione del canale Pesca di Sky, e il nostro grazie va a Matteo De Falco per aver deciso di dare eco, anche attraverso le riprese televisive, ad una iniziativa sulla pesca ricreativa partita non dai pescatori, ma dagli insegnanti di una scuola superiore di una comunità costiera, a testimonianza che la pesca ricreativa è, al pari di altre attività di pesca, strettamente connessa con la vita e le tradizioni della comunità.


Scarica il volantino stampabile in formato pdf



Comunicato stampa FIPO del 14 febbraio 2013

L’Unione Europea riconosce il ruolo della pesca sportiva inserendola nella Politica Comunitaria della Pesca

Dichiarazione di Ciro Esposito, presidente della Fipo.
“È una decisione storica quella adottata lo scorso 6 febbraio dal Parlamento europeo che, chiamato a votare il testo della cosiddetta Pcp, ossia la Politica comunitaria della pesca, ha espresso parere favorevole all’inserimento di un specifico articolo per riconoscere alla pesca sportiva la dignità di soggetto da inserire nei piani europei di gestione delle risorse ittiche. Per la prima volta Bruxelles considera il nostro comparto meritorio di attenzione e, di conseguenza, in futuro saranno elaborate da parte dell’Unione europea anche delle politiche specifiche per la pesca ricreativa”. 

Testo completo del comunicato stampa della Fipo.




Dipingi un Pesce


La campagna Paint a Fish Dipingi un pesce , intende coinvolgere ed educare le giovani generazioni sulla protezione degli stock ittici. 
I bambini dei paesi dell'UE e oltre sono invitati a dipingere un pesce. 
Tutti i pesci sonno caricati sul sito web Paint a Fish per creare uno stock di pesci colorati che chiede ai leader dell'UE di riempire i nostri mari riportando gli stock ittici al loro rendimento massimo sostenibile (MSY).

La campagna è sincronizzata con le fasi finali della riforma politica comune della pesca, che è una opportunità, la sola in un periodo di 10 anni, di gettare le basi di una pesca sostenibile in Europa.




Un altro obiettivo chiave della campagna è quello di educare le nuove generazioni a una pesca sostenibile. 

A sostegno di questo obiettivo, è stata sviluppata una serie di risorse didattiche per gli insegnanti e le scuole per due lezioni in materia di pesca sostenibile. 


Tutte le informazioni sul sito Paint a Fish



















Il Fondo Europeo per la Pesca (FEP) apre allo sviluppo della pesca ricreativa.

Seatrout Fyn” è promosso da dieci municipalità della isola danese di Funen che hanno ricevuto finanziamenti FEP (Asse 4) per lo sviluppo di un sito internet per la promozione dell'isola come destinazione per la pesca ricreativa della trota di mare.

Il sito multilingue è finalizzato a fornire una informazione completa per pescare con successo a chi visita l'area.

www.seatrout.dk

Farnet: Online promotion of fishing tourism- - Flag Fyn - DK
https://webgate.ec.europa.eu/fpfis/cms/farnet/online-promotion-fishing-tourism-flag-fyn-dk

La
FARNET Support Unit assiste nella implementazione del'Asse del FEP
www.farnet.eu
Su Facebook:

www.facebook.com/#!/pages/FARNET/503312929685977?fref=ts




Repubblica Ceca - Cormorano escluso dalla lista delle specie a rischio di estinzione

 

Praga, 21/11/2012 – Il ministro ceco dell'ambiente, Tomas Chalupa ha firmato una direttiva per eliminare il Cormorano dalla lista delle specie particolarmente protette dal 1 ° aprile 2013 e consentirne l'abbattimento se causano danni.

La popolazione di cormorani in Europa non è così bassa e questo è il motivo per cui il ministero dell'Ambiente ritiene il suo attuale livello di protezione ridondante.


La soppressione dalla lista delle specie particolarmente protette non significa che il Cormorano non sarà protetto più. Cormorani saranno protetti in base alle leggi e direttive, ma lo faranno senza essere inclusi nella lista delle specie che sono più a rischio di estinzione.

La situazione è cambiata dagli anni 90 ed oggi nella Repubblica Ceca nidificano circa 300 coppie di cormorani, e migliaia sono presenti stagionalmente producendo secondo i portatori di interessi un impatto fatale non solo sulla popolazione ittica nei fiumi e nei laghi stagni, ma anche sugli alberi.

Dopo che la nuova direttiva sarà entrata in vigore, lo Stato ceco non dovrà più coprire i danni causati dai cormorani, per esempio, alla pesca , che si calcolano intorno agli 80 milioni di corone e che vengono compensati per decine di milioni ogni anno





Ripensare l'idroelettrico - Convegno

Martedi 11 dicembre 2012 - Sala del Gruppo Abele, Corso Trapani 91/b, Torino

Promuovere le energie rinnovabili è necessario - ma non a scapito della natura.

 

Convegno promosso da Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta e Pro Natura Piemonte.
Scarica la locandina





















































 




Convegno Temolo in Piemonte

15 Dicembre 2012 Villa Picchetta di Cameri (NO)

Il Temolo in Piemonte: passato, presente e (quale?) futuro.

Parco Ticino Lago Maggiore, Unpem, CPS Novare, Thymallus, Provincia Torino, Provincia Novara.

 

Scarica la locandina in formato pdf





I pesci tornano dopo la rimozione della diga

L'agenzia statunitense NOAA - National Oceanic and Atmospheric Administration riporta come dopo meno di un anno dopo il completamento del più grande progetto di rimozione di una diga nella storia americana, le principali specie di salmonidi stanno tornando ai loro habitat ripristinati in numero incoraggiante.


La rimozione della diga sul fiume Elwha, alta più di 30 metri, nello stato di Washington è iniziata nel settembre 2011 con la scommesa di aiutare cinque specie di salmonidi a ricolonizzare l'habitat di alta qualità che era stato tagliato fuori per le specie migratorie per quasi 100 anni. Ad oggi il NOAA ha rilasciato circa 60 trote steelhead e 600 salmoni nel fiume a monte del sito dove si trovava la diga ed è stato confreato che questi pesci si sono già riprodotti.

Questi pesci immessi sono stati integrati dal ritorno di pesci selvatici non marcati. Monitorando il fiume i ricercatori del NOAA hanno avvistato varie trote steelhead non marcate. Una era un robusto esemplare da quasi 90 centimetri, più grande di quasiasi pesce marcato e rilasciato.

Si tratta di una notizia incoraggiante per l'Elwha e per le altre rimozioni di dighe a livello nazionale. Ciò conferma quanto sospettato dal NOAA: che quando le barriere sono eliminate i pesci possono ricolonizzare il fiume senza aiuto ed in tempi più rapidi di quanto previsto. Nel marzo 2012 è stata rimossa anche la diga del Glines Canyon, collocata otto miglia a monte del sito dove si trovava la diga Elwha.




Misura minima spigola UK

Rappresentanti della Bass Anglers Sportfishing Society si sono uniti ai parlamentari del All Party Parliamentary Angling Group in una delegazione di Angling Trust per fare pressione sul Ministro della Pesca Richard Benyon per una misura minima sostenibile per la spigola al fine di permettere ai pesci di riprodursi almeno una volta e per il ristabilimento degli stock.

La proposta mira ad innalzare la misura minima dagli attuali 36 centimentri a più della taglia di riproduzione minima di 42 centimetri.

Mentre la normativa europea e quella italiana restano ferme ad una misura minima inqualificabile di soli 25 centimetri il documento consegnato al Ministro inglese sostiene una misura minima di 48 centimetri per permettere al maggior numero possibile di pesci di riprodursi prima di rischiare di essere pescati.

 

Nigel Horsman di BASS (a sinistra) e Martin Salter di Angling Trust  (a destra) presentano la proposta al Ministro della Pesca Richard Benyon

Il Ministro è stato informato del collasso degli stock irlandesi dei tardi anni ’80 e di come l’introduzione di una chiusura stagionale, di un limite di carniere di due capi e dell’aumento della misura minima ha permesso il recupero degli stock fino al punto che la pesca ricreativa della spigola adesso ha un valore annuo per l’economia irlandese calcolato in 18 milioni di Euro.

Il Governo del Regno Unito stima che, dato il numero dei pescatori ricreativi in mare calcolato in almeno 771,750 praticanti, la spesa annuale complessiva per la pesca ricreativa in mare sia compresa tra  815 milioni e 1.2 miliardi di Euro.

In un rapporto del DEFRA si legge che “ la pesca in mare più popolare è quella della spigola con quasi la metà dei pescatori ricreativi in mare che la scelgono come specie principale. Il valore della pesca ricreativa della spigola  è stato stimato superiore ai 120 milioni di Euro all’anno nonostante gli stock risultino gravemente impoveriti di esemplari di grande taglia".

Maggiori informazioni sul sito di Angling Trust



Demolita la diga sul fiume Elwha che per un secolo ha fornito energia elettrica a gran parte dello Stato americano di Washington.
La rimozione della diga contribuirà a ristabilire la risalita dei salmoni e consentirà il ripristino dei luoghi tribali sacri allagati.

La diga Elwha è stata costruita nel 1913 in quello che ora è il Parco Nazionale Olympic. La demolizione di una seconda diga  idroelettrica a poche miglia di distanza - la diga del Glines Canyon, costruita nel 1927 -  fa parte del progetto Elwha River Restoration, il più grande del suo genere nella storia degli Stati Uniti

Il parco ospita la tribù Klallam, la cui identità è fortemente collegata con il fiume e con la pesca al salmone. Il fallimento della costruzione di passaggi per pesci al momento della realizzazione delle dighe  ha decimato quella che era in passato  una delle più ricche risalite di salmoni fuori dall’Alaska.

L'aggiunta di nuovi passaggi per pesci si sarebbe rivelato proibitivamente costoso.  Inoltre le dighe avevano bisogno di importanti miglioramenti perché non soddisfacevano più i moderni standard ambientali e non producevano energia ad una costo conveniente.






MEMORANDUM D’INTESA RAC MED - CGPM

Roma, 15 maggio 2012 - Comunicato Stampa RAC MED

Nel corso della 36° Sessione annuale della CGPM (Commissione Generale della Pesca per il Mediterraneo - FAO), Mourad Kahoul, il Presidente del RAC MED (Consiglio Consultivo Regionale per il Mediterraneo - UE), ha firmato, il 14 Maggio 2012, il Memorandum d’intesa (MoU) tra la CGPM e il RAC MED per migliorare la collaborazione e favorire le sinergie con la CGPM condividendo interessi e obiettivi simili nel bacino del Mediterraneo.


Il Memorandum d'intesa tra la CGPM e il RAC MED sarà uno strumento utile per colmare il divario tra i paesi europei del Mediterraneo e i paesi terzi del bacino che condividono lo stesso stock di pesce.
Sin dalla creazione del RAC MED è stata evidenziata l'importanza di trovare delle modalità con cui rafforzare la collaborazione con l’unica Organizzazione Regionale di Gestione della Pesca presente nel Mar Mediterraneo. 

Solo una stretta collaborazione tra le due organizzazioni potrà garantire la raccolta di informazioni rilevanti per lo sviluppo di una cornice più ampia legata alla pesca e all'acquacoltura. Il Memorandum sarà anche uno strumento per definire la conservazione e la gestione delle misure sviluppate dalle parti interessate e dai ricercatori. 

Il Presidente Kahoul Mourad ha dichiarato: "questo è un giorno importante che permetterà di creare un piattaforma comune per lo scambio di informazioni riguardanti la pesca e l'acquacoltura, al fine di garantire che i responsabili del processo decisionale del Mar Mediterraneo siano informati sulle opinioni e i punti di vista delle parti interessate e, ove possibile, prevedendo la partecipazione reciproca delle attività di ciascuna organizzazione, a seconda delle esigenze. "

Grazie al Memorandum d'intesa tra il RAC MED e la CGPM sarà possibile individuare aree di interesse comune per un possibile sviluppo di attività congiunte che si basa su sinergie esistenti per indirizzare le attività comuni legate a priorità comuni e collaborare nell'elaborazione del processo decisionale attraverso dei sistemi di comunicazione bilaterali per migliorare il flusso delle informazioni rilevanti.



La 'T' in Fish

La riforma della Politica Comune della Pesca (UE) mira a ridurre la flotta, fermare la pesca eccessiva, vietare lo scarto delle catture e comprende l'introduzione obbligatoria di TFC (Concessioni di Pesca Traferibili) dette anche ITQ  (Quote Individuali Trasferibili).

 

Il rischio è che la nostra ricchezza comune, gli stock ittici nelle nostre acque vengano privatizzati e resi oggetto di speculazioni finanziarie con conseguenze disastrose per tutto il settore.

"La 'T' in Fish" è una produzione video di Cyrk, Direttore Soren Christensen, Produttore John Bruun.



Guarda su Youtube con sottotitoli in Francese


6° World Fisheries Congress

Edinburgo - International Conference Centre 7-11 maggio 2012

Il settore della pesca ricreativa avrà un ruolo cruciale nel dibattito al 6 ° Congresso mondiale della pesca (WFC), che si terrà presso il Centro Conferenze Internazionale di Edimburgo dal 7 all'11 maggio 2012.

Organizzato dal Consiglio Mondiale delle Società di Pesca ( World Council of Fisheries Societies), il Congresso si occuperà di "pesca sostenibile in un mondo che cambia", esaminando le questioni attuali e future per una pesca sostenibile ed esplorando possibili soluzioni globali .

Diverse sessioni sono focalizzate al settore della pesca ricreativa (angling), tra cui:

  • Utilizzo dei dati di osservazione, delle boe metereologiche e della conoscenza dei pescatori per differenziare le decisioni riguardanti la pesca attraverso il comportamento dei pesci - Martedì 8 maggio, 15:00
  • Fattori sociali e di governance determinanti delle attività di immissione di pesce da parte di club tedeschi di pesca ricretiva - Mercoledì 9 maggio, 11:15
  • Prevedere la partecipazione della pesca sportiva su scala globale, Mercoledì 9 maggio, 02:00
  • Come l'impegno  della pesca ricreativa incide sull'atteggiamento del pescatore ricreativo rispetto alle politiche di conservazione dell'anguilla? - Giovedi 10 maggio, 14:45

Felicity Huntingford, Presidente del World Council of Fisheries Societies, ha dichiarato: "Anche se ci sono molti temi nel corso della manifestazione di quest'anno, la pesca sportiva svolge un ruolo chiave nel settore e sarà un'importante area di discussione al World Fisheries Congress. Queste sessioni promettono di essere un'occasione coinvolgente per scoprire gli ultimi sviluppi in questo settore ".

La discusssione riguarderà la ricerca scientifica che sostiene la pesca sostenibile, la gestione adattativa e gli strumenti per far fronte a cambiamenti ambientali, il costo sociale ed economico del fallimento  e la soddisfazione delle crescenti esigenze alimentari e nutrizionali attraverso l'acquacoltura.
Nel corso dei cinque giorni si prevede che circa 1.500 delegati interverranno per ascoltare i relatori in rappresentanza dell'industria, della scienza, della pesca e dell'acquacoltura.

Elenco completo delle sessioni e tavole rotonde




L`Europarlamento in sessione plenaria approva la dichiarazione scritta sul pesce bene comune

 

Il Parlamento europeo ha approvato il 18 aprile in sessione plenaria la dichiarazione scritta n. 47, sul ‘pesce bene comune’ a firma degli onorevoli Guido Milana, Kriton Arsenis, Raul Romeva i Rueda, Maria do Céu Patrão Neves e Corinne Lepage. Come sottolineato dall’on.le Anni Podimata, che ha presieduto l’aula in qualità di vice-presidente dell`Europarlamento, la dichiarazione scritta ha superato la soglia di firme necessarie e si considera, quindi, approvata.

L’approvazione di questa dichiarazione – commenta in aula l’onorevole Milana, promotore della dichiarazione scritta – indica alla Commissione un percorso preciso sulla necessità di rendere diffusa una condotta responsabile, sia tra le comunità dei pescatori che nei comportamenti dei consumatori”.

Milana ha poi continuato affermando che, “il dibattito sulla riforma della politica comune della pesca ha, da oggi, una ragione in più per sostenere azioni che facciano uscire la politica europea dal ristretto angolo sulle modalità del prelievo delle risorse e su una politica di regole tutte rivolte all`interno. Al contrario, suggerisce una strategia sul mare come luogo privilegiato per aumentare la sua capacità di riproduzione, sia nelle acque interne che attraverso modalità innovative negli accordi di pesca con i Paesi terzi”.

La campagna sul ‘pesce bene comune’ intende, infatti, richiamare l`attenzione dell’opinione pubblica sul progressivo impoverimento delle risorse ittiche: molti stock sono soggetti a uno sfruttamento eccessivo. Identificare il pesce come una risorsa comune significa metterla definitivamente al riparo da pratiche di sfruttamento che sono in grado di creare solo conseguenze negative.

Strasburgo 18 Aprile 2012

L’intervento in aula dell’eurodeputato Guido Milana, promotore dell'iniziativa,

al momento dell’approvazione della dichiarazione scritta:

Ringrazio i colleghi Arsenis, Patrao-Neves e Romeva, e i loro assistenti, per aver contribuito in maniera sostanziale al successo di questa iniziativa. Pesce bene comune, poiché  esso fornisce il 15% delle proteine ad oltre tre miliardi di persone e la vita di oltre 500 milioni dipende dalla pesca e dall’acquacoltura, ciò lo rende un vero e proprio bene pubblico globale. L’approvazione di questa dichiarazione, indica alla Commissione un percorso preciso sulla necessità di rendere diffusa una condotta responsabile, sia tra le comunità dei pescatori che nei comportamenti dei consumatori. Il dibattito sulla riforma della politica comune della pesca ha, da oggi, una ragione in più per sostenere azioni che facciano uscire la politica europea dal ristretto angolo sulle modalità del prelievo delle risorse e su una politica di regole tutte rivolte all’interno. Al contrario, suggerisce una strategia sul mare come luogo privilegiato per aumentare la sua capacità di riproduzione, sia nelle acque interne che attraverso modalità innovative negli accordi di pesca con i Paesi terzi. Del resto, tutto ciò non è solo la salvaguardia dell’ambiente e il mantenimento della biodiversità, ma anche pesca responsabile, sostenibilità economica e sociale, interesse preciso dei pescatori e delle nostre economie”.

(comunicato stampa dall'ufficio dell'On. Guido Milana)

Vedi precedente articolo
Dichiarazione Scritta n 47





"Operación Suculenta"

SPAGNA Lunedi, 26 Marzo 2012 - La Guardia Civile spagnola sventato un'organizzazione che ha illecitamente esportato in un anno circa 5.000 chili di ceche ( anguille giovanili) . Nel corso dell’operazione ne sono  state sequestrate circa 1500 kg per un valore di oltre 1,6 milioni di euro.

 

"Operación Suculenta" è stata condotta dalla Unidad Central Operativa del Medio Ambiente (Ucoma)  e dal Servicio de Protección de la Naturaleza de la Guardia Civil  (SEPRONA). Secondo un rapporto del Ministero degli Interni in totale sono state arrestate 14 persone, di cui tre in Galizia,

L'anguilla europea (Anguilla anguilla) è una specie che protetta dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche (CITES) e la sua commercializzazione verso i paesi esterni all'Unione europea è vietata.

La specie ha un grande valore commerciale, mentre le giovanili sono vendute sui mercati europei per una media di 500 euro al chilo, nei paesi dell'Est  possono raggiungere un prezzo di 1.300 euro per chilogrammo.

Come scoperto nelle indagini, gli impuatati acquistavano le ceche nelle Asturie ed in Galizia, anche se molti di loro sono stati effettivamente catturati in Portogallo. Dopo di che hanno falsificato l'origine e la natura del prodotto per essere in grado di esportarlo in paesi asiatici.

Al fine di evitare di essere catturati in dogana, i membri della rete dichiaravano prodotti diversi, ad esempio cefali, una specie che non ha protezione legale.

L’operazione è iniziata ai primi di ottobre 2011, quando UCOMA ha rilevato un possibile contrabbando della specie che ha un alto valore commerciale come frittura.

Poche settimane prima dell'inizio delle indagini nel comune di Salceda de Caselas era stata creata una società, sospettata di essere coinvolta nel reato. Nonostante la recente creazione di questa società, gli imputati si dedicavano all'allevamento di anguille ed alla loro commercializzazione da anni, come segnala La Voz de Galicia.

L’operazione è stata assistita dalle autorità bulgare, constatato che le ceche sono state confezionate in Galizia e poi trasportate su un volo charter a Sofia. Nella capitale della Bulgaria, dopo una presunta cessione a una società locale, le ceche dovevano essere inviate alla loro destinazione finale nelle Filippine.

La procedura rimane aperta e sono attese accuse contro altri quattro cittadini rumeni e belgi.

Leggi la fonte.



Save the Mediterranean and its biodiversity.

Brussels, 20 marzo 2012, ore 18.30. 

L'incontro promosso dal MEP Rita Borsellino (S&D) ha annoverato tra i relatori il Vice Presidente della Commissione Pesca on. Guido Milana e ha visto la partecipazione del Commissario UE per la Pesca e gli Affari Marittimi Maria Damanaki.

 


Il discorso del Commissario Damanaki, verte soprattutto sul divieto di scarto, evidenziando che alla base di esso deve stare un miglioramento nella selettività degli attrezzi da pesca, per evitare le catture dei juveniles, esemplari non ancora giunti alla taglia di prima riproduzione che, per alcune specie, sono particolarmente ricercati dai consumatori del bacino del Mediterraneo: " I consumatori stanno indirizzando un mercato che rende attraente, per i pescatori commerciali, lo sbarco e la vendita di baby pesci, tutto ciò deve cambiare" - continua il Commissario Damanaki - " quando la scorsa settimana ho incontrato in Italia le associazioni dei consumatori e le ONG ho chiesto loro di promuovere una campagna pubblica per accrescere la consapevolezza tra gli chef, che devono smettere di servire juveniles e tra i consumatori che devono rifiutarsi  di acquistarli"
Il Commissario Damanaki affronta anche il tema della conversione a fini turistici (pescaturismo, ittioturismo) visto come una risorsa per diversificare le attività legate alla pesca.


Leggi il discorso di Maria Damanaki in lingua inglese

























 




Corso gratuito di Amici di Wilderness.

Con il patrocinio della Provincia, l'Associazione Amici di Wilderness organizza il corso “PESCARE MEGLIO, PESCARE DI PIU’ ” (ovvero: “Mi prendo cura del mio ruscello”).

 

I tre incontri serali si terranno nei venerdì 13, 20 e 27 aprile. Le iscrizioni vanno effettuate entro il 4 aprile telefonando allo 0323-503349. Il corso è gratuito. Di seguito il programma.

 

13 aprile 2012

Ore 20,30: presentazione iniziativa

Ore 21,00: “Perché devo farlo proprio io???” (Panoramica iniziative di Cantoni svizzeri/Francia, e cenni di “buone pratiche” internazionali)

Ore 21,45: ruolo e funzioni degli Enti locali territoriali

Ore 22,15: dibattito.

20 aprile 2012

Ore 20,30: Le risorgive e il “ruscello vivaio”: finalità e tecniche pratiche

Ore 21,30: esempi pratici

Ore 22,15: discussione.

27 aprile 2012

Ore 20,30: La mitigazione degli impatti degli ostacoli artificiali (sbarramenti, gronde, dighette, ecc.) e la posa di scale di rimonta mobili

ore 21,15: analisi del territorio del VCO e individuazione di possibili aree di intervento “pilota”

ore 22,00: dibattito finale e conclusioni.

Gli incontri avverranno nell’Incubatore, presso la Sede della Provincia del Verbano Cusio Ossola, via dell’Industria 25, 28924 Verbania.

Saranno accettate le iscrizioni fino ad un numero massimo di 22 persone.

Si darà la precedenza ai pescatori.

Leggi sul sito della Provincia di Verbano Cusio Ossola

 



Il Luccio del Sud Europa (Esox Flaviae)


Oltre 10 anni di studio sul  DNA del Luccio hanno portato un gruppo di ricercatori italiani  a poter affermare con certezza l'esistenza di due  entità indipendenti  in continua evoluzione. Tali differenze non sono semplicemente dovute a distanze geografiche,  i dati raccolti rivelano  infatti che i campioni europei del nord sono  più simili ai campioni canadesi e cinesi rispetto a quelli dell'Europa meridionale.

 


Così, dato che le differenze tra i due gruppi di luccio europeo  sono significativi a livello di fenotipo, genotipo e geografico i ricercatori coinvolti propongono l'individuazione di due specie luccio: il già notoLuccio ( Esox lucius ) e il Luccio del Sud ( E. Flaviae n.sp.). La corretta identificazione di queste due linee come specie indipendenti dovrebbe dar luogo ad un divieto di introduzione di lucci nord nel sud Europa per la pesca sportiva, a causa di potenziali problemi di ibridazione.

Lo studioLucentini L, Puletti ME, Ricciolini C, Gigliarelli L, Fontaneto D, et al. (2011) Molecular and Phenotypic Evidence of a New Species of Genus Esox (Esocidae, Esociformes, Actinopterygii): TheSouthern Pike, Esox flaviae. PLoS ONE 6(12): e25218. doi:10.1371/journal.pone.0025218 pubblicato il 2 dicembre 2011 è consultabile qui: http://www.plosone.org/article/info:doi/10.1371/journal.pone.0025218


Sabato 18 febbraio dalle ore 11.00 alle ore 12.30 presso i padiglioni del  'Pescare Show'  di Vicenza Esox Italia eSpinning Club Italia terranno una conferenza sul tema.




Un Report canadese conferma l'alto valore del salmone selvatico dell'Atlantico.

Con un comunicato stampa datato 11 gennaio 2012 la canadese Federazione del Salmone Atlantico (ASF) riassume i dati pubblicati nel report a cura della Gardner Pinfold Consulting Economists Ltd.

"Solo nel 2010 sono stati spesi, in Canada,  per la pesca ricreativa al salmone atlantico 128 milioni di dollari. Questo tipo di pesca ricreativa attira un gran numero di anglers non residenti provenienti dagli Stati Uniti, dove non vi è pesca al salmone atlantico selvatico a causa dello stato di specie a rischio di estinzione"

 

Leggi il comunicato stampa in inglese
Leggi il comunicato stampa in francese

Ulteriori informazioni, Report completo, sommario,  FAQ etc. sono scaricabili dal sito della Federazione del Salmone Atlantico





Pesca illegale individuata attraverso Youtube

 

Metteva su YOU TUBE le battute di frodo.

Ora la sfida è finita, bloccato e multato.

Sanzione di Diecimila Euro e barca e auto sotto sequestro.

Il Giornale di Sicilia - 31/12/2011

Un caso emblematico che richiama quanto sia diffuso il fenomeno della pesca illegale di piccola scala.
Gli addetti ai controlli dimostrano come il loro potenziale sia adeguato ed efficace e come attenda solo di venire valorizzato e sostenuto per dare risposta ad alcuni dei maggiori problemi che gravano sul settore pesca.







Il pesce è un bene comune

Dichiarazione Scritta numero 47, una iniziativa Europea a cura di cinque parlamentari, Guido Milana, Kriton Arsenis, Corinne Lepage, Maria do Céu Patrão Neves, Raül Romeva i Rueda, per la promozione di interventi comunitari per la protezione e l'utilizzo sosenibile delle risorse della pesca e per garantire l'accesso a tali risorse.

(*) "Il futuro dei pescatori e dell’alimentazione umana dipende essenzialmente dal futuro dei pesci".

Di che cosa si tratta? 
La campagna sul pesce bene comune intende richiamare l`attenzione dell`opinione pubblica sul progressivo impoverimento delle risorse ittiche: molti stock sono soggetti a uno sfruttamento eccessivo. Identificare il pesce come una risorsa comune significa metterla definitivamente al riparo da pratiche di sfruttamento che sono in grado di creare solo conseguenze negative.

Quali obiettivi per “Pesce un bene comune”? 
Innescare un processo di reale cambiamento che possa invertire questa minacciosa tendenza all’impoverimento dell’ecosistema marino. E' inoltre necessario garantire l`accesso a tali risorse anche per le generazioni future. L'Unione Europea ha la responsabilità di avviare un processo politico e di costruzione di un sistema di relazioni internazionali acquisendo come concetto di base che "Il futuro dei pescatori e dell’alimentazione umana dipende essenzialmente dal futuro dei pesci".

La campagna mira ad ottenere che il Parlamento Europeo faccia richiesta formale alla Commisione per  
"promuovere interventi legislativi, a livello dell'UE e degli Stati membri, sull'importanza delle risorse ittiche come bene comune globale, ad attuare le misure necessarie per proteggerle, a garantire l'accesso a tali risorse e il loro utilizzo sostenibile - attraverso il coordinamento internazionale - e a condurre una campagna informativa per i cittadini dell'UE"


Il settore ricreativo concorda con gli obiettivi di buona amministrazione delle risorse della pesca ritenendo di doverne diventare un soggetto di primaria importanza proprio in base alla natura di bene comune delle stesse risorse.

Nei paesi ad economia avanzata la pesca di accesso diretto viene definita ricreativa mentre per i paesi poveri si parla prevalentemente di pesca di sussistenza. La pesca ricreativa e di sussistenza, non destinando le risorse alla commercializzazione ma al solo consumo diretto, sono la base della natura pubblica delle risorse stesse.

L'accesso alle risorse della pesca deve essere garantito per tutti i cittadini che possono quindi acquisire risorse pescandole da soli per il loro consumo diretto.

La fruizione diretta delle risorse della pesca oltre ad essere per i cittadini un diritto che garantisce l'accesso alle risorse come fonte alimentare, può produrre un surplus di reddito per il settore Pesca. Nei paesi ad economia ricca i pescatori non commerciali sono disposti a pagare di più per una determinata quantità di pesce se sono loro stessi a pescarla. La cattura del pesce è un surplus di valore che produce un corrispondente surplus di reddito per il settore Pesca.


Dichiarazione Scritta n 47 Il pesce bene comune 30/11/2011

* I corsivi sono citati dalla Presentazione sul sito del parlamentare italiano Guido Milana



Comprendere l'integrazione della politica di sostenibilità nella UE.

Dicembre 2011 - Una nuova ricerca ha investigato sul livello di successo nell'attuazione di due direttive UE secondo i principi di sostenibilità.


Cosa significa questo in parole semplici? Una corretta attuazione deve tener conto, in modo equilibrato, di alcuni fattori, come la tempistica, i casi, le parti in causa, lo spazio. Questi fattori non devono essere contraddittori nell'ambito del quadro normativo e la normativa nel suo complesso deve essere coerente ed in armonia con quanto previsto dalla direttiva, non sbilanciata verso un particolare problema o verso gli interessi di particolari soggetti.

Vengono utilizzati, per la valutazione, tre parametri: completezza, coerenza e aggregazione. Completezza è una misura che indica quanto correttamente la normativa consideri i diversi aspetti influenti, quali i tempi, lo spazio, gli attori e le problematiche. Coerenza significa che le varie componenti della politica sono integrate e in accordo l'una con l'altra. L'aggregazione è una valutazione della politica in prospettiva globale, non solo dal punto di vista di un attore o un problema particolare.


Basandosi su un totale di 15 casi di studio condotti in nove paesi, nell'attuazione della Direttiva sulla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e della Direttiva della gestione della qualità dell'aria (AQM) lo studio ha identificato due differenti modelli che il processo sembra seguire.

Nel primo modello, le direttive sono viste come strumenti da utilizzare solo per la politica ambientale, imposti dalle autorità dell'Unione Europea e basate su conoscenze scientifiche o di esperti. Sebbene nessun paese sia rispecchiato totalmente in questo modello in una forma pura, questo approccio sembra predominante in Ungheria, Polonia, Grecia, Regno Unito, Svezia e Norvegia. Prendendo come esempio l'Ungheria, lo studio suggerisce che la Direttiva VAS sembra essere stata implementata con un approccio 'tick-box' (a 'smarcatura')  per soddisfare i requisiti dell'Unione Europea e in una struttura gerarchica dall'alto al basso (top-down), che potrebbe essere dovuto ad elementi derivanti dal sistema socialista e dalla carenza di organizzazioni (associazioni, ONG etc) della società civile. Come tale, non c'era aumento di completezza, di aggregazione o di coerenza. Considerando la AQM la Svezia fornisce un esempio di questo modello in cui si evidenzia l'azione coordinata dei comuni con il governo nazionale per capire come raggiungere gli obiettivi di contenimento di particelle nell'aria ma, a causa dello scarso coinvolgimento della società civile la realizzazione tendeva ad essere dominata da funzionari pubblici e, in qualche misura, dalle aziende pubbliche.

l secondo modello di attuazione vede le direttive come un mezzo per i politici per sviluppare una modalità di governance 'a rete' che mette insieme cioè attori diversi e introduce nuove, a volte locali, conoscenze per ridefinire il problema. Questo è più evidente nei casi di Germania, Italia e Paesi Bassi. Per esempio, nei Paesi Bassi, dove c'è una lunga tradizione di partecipazione dei cittadini, una vasta gamma di partecipanti impegnati nel processo di VAS  porta ad alti livelli di completezza e di aggregazione, ma a bassi livelli di coerenza, a causa del gran numero di interessi, spesso in conflitto tra loro, delle molte parti in causa. Allo stesso modo, l'attuazione della Direttiva AQM nei Paesi Bassi è stata raggiunta proprio grazie alla pianificazione locale del territorio, coinvolgendo così numerosi soggetti e diversi livelli di conoscenza.

Se per esempio, un numero crescente di preoccupazioni sono rivolte a migliorare la completezza, la coerenza e l'aggregazione tendono poi a soffrire. I risultati sottolineano l'importanza dei pre-esistenti meccanismi di governance per l'attuazione di queste politiche. È interessante notare che sembra che la gerarchia sia ancora il modo dominante di governo ma che, a seconda del paese, le gerarchie sono più o meno 'aperte' o 'chiuse' a nuovi partecipanti e nuove forme di conoscenza.In generale, lo studio ha rilevato che tutti e tre i criteri di valutazione della sostenibilità - la coerenza, la completezza e l'aggregazione - sono difficili da far convivere integralmente e c'è sempre la tendenza a cercare un compromesso.

15 December 2011 - I contenuti inclusi in  Science for Environment Policy sono basati su ricerche indipendenti "inter pares" e non riflettono necessariamente la posizione della Commissione Europea.
Fonte:  "Science for Environment Policy": European Commission DG Environment News Alert Service, edited by SCU, The University of the West of England, Bristol. European Commission DG ENV News Alert Issue 266 15

Leggi alla fonte in lingua inglese.



Raccomandazione ICCAT sul Pesce Spada

 

La ICCAT (International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas) ha adottato in occasione del suo ventiduesimo Meeting la Raccomandazione sul Pesce Spada Mediterraneo.

Come già in atto per il tonno rosso, le imbarcazioni che praticano la pesca ricreativa o sportiva del Pesce Spada dovranno essere autorizzate.

Il dibattito sull'argomento è particolarmente caldo come testimoniato anche dal gruppo di lavoro ad esso dedicato dal Consiglio Consultivo Regionale del Mediterraneo (CCR-MED), tenutosi lo scorso settembre a Malta.

Nonostante la pressione delle istituzioni internazionali nel Mediterraneo continua ad essere esercitata una eccessiva pressione di pesca sulla specie. 
Le strategie di intervento puntano sull'aumento della selettività degli attrezzi e sui periodi di fermo anche per ridurre la strage di pesci spada di piccola taglia.

Sono fissati due periodi di divieto di cattura,e sbarco, dal 1 ottobre al 30 novembre e per un ulteriore mese, ancora da definire, nel periodo dal 15 febbraio al 31 marzo.

ICCAT raccomanda per la prima volta una misura minima per il Pesce Spada nel Mediterraneo fissandola a  90 cm o 10 kg di peso mentre nella normativa italiana ( DPR 02/10/1968 n.1639 ) è 140cm. Per le caratteristiche tecniche degli attrezzi ICCAT indica in 2800 (duemilaottocento) il numero massimo di ami, che devono misurare in altezza non meno di 7 cm,  utilizzabili su palangari che non devono superare i 55 (cinquantacinque) chilometri di lunghezza.

Sistemi di monitoraggio e controllo delle imbarcazioni impegnate nella pesca del Pesce Spada rassicurano sull'attenzione delle istituzioni scientifiche e amministrative in un contesto nel quale risalta la raccomandazione di una misura minima molto permissiva e l'imponenza degli attrezzi consentiti in un regime di restrizione per la difesa e ricostruzione dello stock.

Scarica la Raccomandazione ICCAT in formato pdf



Proposta nuovo fondo Europeo settore pesca

La Commissione Europea ha proposto un nuovo fondo per le politiche marittime e della pesca dell'Unione Europea per il periodo 2014-2020: European Maritime and Fisheries Fund (EMFF)


Il Commissario Damanaki ha presentato la proposta EMFF in una dichiarazione video del 2 dicembre nella quale ha dichiarato: "Questo nuovo fondo aumenterà la crescita economica e creerà posti di lavoro nel settore.

Non verranno più spesi soldi per costruire grandi navi, la pesca su piccola scala e l'acquacoltura potranno beneficiare di questo cambiamento relativo al bilancio della politica comune della pesca "

Questo nuovo fondo sostituirà l'attuale Fondo europeo per la pesca (FEP) e una serie di altri strumenti.

Gli importi in dotazione proposti ammontano a  6.5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020

L'articolo 79 della proposta di Regolamento, che si occupa di Raccolta dati fa riferimento diretto alla pesca ricreativa.
Il fondo sosterrà la raccolta e la gestione dei dati primari biologici, tecnici, ambientali e socioeconomici in varie direzioni tra le quali si indica specificamente il monitoraggio in mare della pesca ricreativa.

Leggi articolo in inglese
Scarica la proposta in
formato pdf




 



Divieto di Scarto - Damanaki a Stoccolma

 

Nel discorso tenuto a Stoccolma il 23 novembre scorso in occasione del seminario "Rinnovamento della politica europea della pesca  - minimizzare le catture accessorie e divieto di rigetto", il commissario Maria Damanaki ha fornito maggiori indicazioni su uno dei  temi centrali della proposta di riforma.


  • Graduale  divieto di rigetto di specie commerciali a partire dal 2014 con il prodotto della  pesca pelagica, e a coprire  tutte le altre specie commerciali entro il 2016.
  • Ogni cattura deve essere sbarcata ed  imputata alle quote:
  • i pesci sottomisura saranno destinati alla produzione di farina di pesce (non  creare un mercato per i 'juveniles')
  • i costi per i pescatori per gestire i pesci meno pregiati saranno supportati dal nuovo Fondo per le attività marittime e  la pesca
  • tutti i pesci al di sopra della taglia minima potranno essere commercializzati liberamente

Come controllare ed applicare adeguatamente: "Non possiamo farcela da soli. Abbiamo bisogno che l'industria della pesca  prenda parte al divieto di rigetto, interiorizzandolo  e accettandolo come quadro normativo in cui operare. L'impegno del settore sarà la chiave per avere successo ".

Nuovo Fondo per le attività marittime e la pesca (sarà adottato dalla Commissione mercoledi 30 novembre 2011)

  • Possibilità di finanziamento per comprare attrezzi più selettivi e per finanziare l'innovazione.
  • Supporto finanziario per la partecipazione a sperimentazioni per ridurre i rigetti
  • Finanziamenti per la costruzione di meccanismi di stoccaggio a terra
  • Supporto ad iniziative di marketing per l'interesse dei consumatori

Dice il Commissario Damanaki (traduzione non ufficiale)

".. Ho bisogno del vostro aiuto per convincere gli altri che siamo nel giusto, quando chiediamo un divieto di rigetto. E questo mi porta subito alla ottima iniziativa di Svezia, Danimarca e Norvegia di vietare tutte gli scarti alle loro navi nello Skagerrak da gennaio 2013. La vostra iniziativa è di primaria importanza e sarà davvero un segnale forte per gli altri a seguire..

..Lasciatemi citare un famoso svedese. Dag Hammerskjöld (ex Segretario Generale dell'ONU) ha detto: "Non per amore di pace e tranquillità rinuncerai alla tua convinzione."  Il divieto di rigetto è la mia convinzione e spero sinceramente che sia anche la vostra, perché ho bisogno del vostro aiuto per la riforma della politica comune della pesca. Abbiamo bisogno che voi esprimiate con chiarezza le vostre  opinioni  su ciò che si pensa dovrebbe accadere a questa politica. Questo è l'unico modo per convincere tutti, sia gli Stati Membri che i membri del Parlamento europeo, che questa politica deve diventare una politica che abbia senso ".

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Cormorano - La Francia rinnova la richiesta di un piano di gestione europeo

In occasione della sessione del Consiglio Ambiente - Lussemburgo, 21 giugno 2011, la delegazione francese ha presentato una nota con la quale chiede alla Commissione la creazione di un piano di gestione delle popolazioni di cormorani, dato il numero elevato di cormorani di grosse dimensioni che danneggiano gli stabilimenti di pescicoltura.

Il Cormorano (Phalacrocorax carbo) è protetto sotto il sistema generale di protezione per tutte le specie di uccelli elencate nell'ART. 1 della Direttiva 79/409/CE del  2 Aprile 1979 sulla conservazione

degli uccelli selvatici, meglio conosciuta come "Direttiva Uccelli". Accanto alla rapida crescita della popolazione durante gli anni '80, risultato delle politiche di protezione, si è riscontrato, in Francia, un incremento nelle aree di distribuzione delle popolazioni svernanti: agli stabilimenti di pescicoltura nelle zone interne, dove la presenza di questa specie provoca danni significativi, si sono uniti i percorsi fluviali che sono tradizionalmente terreno fertile per questa specie. La Francia, che è al centro di rotte migratorie europee, è diventata la più importante zona di svernamento di questa specie. Tuttavia, i problemi e le sfide imposti da questa specie, sono ampiamente condivisi da altri paesi europei, in particolare Germania, Repubblica Ceca, Polonia, Italia, Finlandia e Danimarca.


3103ª sessione del Consiglio Ambiente - Lussemburgo, 21 giugno 2011

Nota della delegazione Francese: in lingua inglese -  in lingua francese

Il 23 marzo 2011, a Bruxelles, è stata presentata al Consiglio, da parte della delegazione della Repubblica Ceca, la Dichiarazione congiunta degli Stati 'senza sbocco a mare' (landlocked) sul ruolo futuro dell'acquacoltura e della pesca nelle acque interne nell'ambito della riforma della Politica Comune della Pesca. Nel documento si legge la richiesta, da parte degli scriventi, di una soluzione europea del problema delle specie invasive, quali i Cormorani




Angling Trust UK - Sull'idroelettrico

Angling Trust la principale organizzazione nazionale di pesca ricreativa nel Regno Unito, ha pubblicato lunedi 14 novembre 2011 un comunicato stampa dal titolo "Most hydropower schemes are a waste of taxpayers' money and damaging to the environment, says new report" (La maggior parte dei sistemi idroelettrici sono uno spreco di denaro dei contribuenti e danneggiano l'ambiente, afferma un nuovo rapporto) che fa riferimento proprio alla posizione di Angling Trust sulla produzione di idroelettrico dai fiumi.

 

Mark Lloyd, direttore esecutivo di Angling Trust,  ha dichiarato:

" Affrontare il cambiamento climatico è di vitale importanza, ma trarre dai fiumi energia idroelettrica non è la soluzione nè una parte praticabile della soluzione. E' solo verde di facciata. Non può essere definita energia verde se danneggia le funzioni naturali dei fiumi e gli stock ittici già così a rischio. Ci dovrebbe essere uno stop a tutti i nuovi progetti e un ritiro di tutte le compensazioni fino a quando non viene fatta una vera e propria valutazione ambientale strategica dell'impatto dell'idroelettrico. La caotica corsa all'oro che sta avvenendo in  questi tempi può creare danni enormi anche al futuro della pesca in fiume, attività praticata da milioni di persone e che supporta decine di migliaia di posti di lavoro."

Leggi il comunicato stampa di Angling Trust



Piani UE per Tonno Rosso e Spada nel Mediterraneo

Bruxelles, 11 novembre 2011 - La Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (ICCAT) terrà la sua 22esima riunione ordinaria ad Istanbul dall'11 al 19 novembre 2011. In occasione di tale riunione annua, l'Unione europea e le altre parti contraenti dell'ICCAT si metteranno d'accordo sulle misure di gestione e di controllo da adottare ai fini della protezione sostenibile dei tonni e delle specie affini nell'Atlantico e nel Mediterraneo.

Tali misure saranno basate sul parere scientifico pubblicato lo scorso 17 ottobre 2011 e comprenderanno la fissazione del totale ammissibile di cattura (TAC) nei casi raccomandati dal Comitato scientifico dell'ICCAT, ad esempio per il tonno obeso e il tonno alalunga dell'Atlantico del Nord e del Sud. L'Unione europea presenterà proposte ambiziose per la conservazione del pesce spada del Mediterraneo nonché del tonno tropicale e dello squalo, conformemente alle raccomandazioni del Comitato scientifico. L'UE promuoverà altresì misure intese a limitare la cattura accidentale di uccelli marini.

Per quanto riguarda il tonno rosso, lo scorso anno il TAC per il 2012 è stato fissato a 12 900 tonnellate e dovrebbe mantenersi a questo livello dato che da allora non sono stati pubblicati altri pareri. Durante la riunione, si presterà la massima attenzione a verificare che tutte le parti contraenti rispettino le vigenti norme di conservazione e di applicazione, segnatamente per quanto riguarda il tonno rosso e il tonno tropicale, onde garantire parità di condizioni a tutte le parti e potenziare l'efficacia delle misure.

Onde migliorare ulteriormente la tracciabilità del tonno rosso lungo tutta la catena commerciale ed accrescere la capacità di individuare le frodi e di prevenire le spedizioni illegali, l'UE continueràasvolgere un ruolo guida nella messa a punto di un sistema elettronico di documentazione delle catture per il tonno rosso (e-BCD), destinato a sostituire l'attuale sistema cartaceo. Al tempo stesso, l'UE promuoverà l'adozione di programmi di documentazione delle catture per altre specie gestite dall'ICCAT.

Conformemente alla lettera recentemente inviata al presidente dell'ICCAT da Maria Damanaki, Commissario degli affari marittimi e della pesca, l'UE proporrà il lancio di un'iniziativa atta a consolidare e a migliorare vieppiù la consulenza scientifica in modo da consentire ai responsabili della gestione della pesca dell'ICCAT di adottare decisioni valide ed efficaci. In tale ambito si inseriscono incentivi destinati a far sì che le parti contraenti trasmettano i dati sulle catture necessari alla valutazione dello stato degli stock, inclusi gli squali, in conformità della Convezione ICCAT.

L'UE continuerà inoltre a combattere la pesca INN (illegale, non dichiarata e non regolamentata) incoraggiando l'adozione di misure dello Stato di approdo.

Contesto

L'obiettivo dell'ICCAT è mantenere a livelli sostenibili gli stock di tonni e di specie affini nell'Oceano atlantico e nel Mediterraneo. L'UE è membro di pieno diritto dell'ICCAT e svolge un ruolo di primo piano nel raggiungimento di tale obiettivo.

EU Press Releases
Reference:  IP/11/1335    Date:  11/11/2011
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Vancouver - Rimossa diga sul White Salmon River

La diga Condit da 99 anni sul White Salmon River è la seconda diga più alta ad essere demolita nella storia degli Stati Uniti. Le sue due turbine producevano circa 14 Megawatt di potenza, sufficienti a produrre energia per 7.000 abitazioni, ma il suo proprietario, la Pacific Corp, ha preferito demolire la diga piuttosto che sostenere le enormi spese per la costruzione di un passaggio per pesci, obbligatorio per ottenere il rinnovo della concessione.

Il video inizia dopo una inserzione pubblicitaria.




La EU estende la protezione dello Squalo Smeriglio (Lamna nasus)

L’Unione Europea ha ufficialmente esteso le misure  per proteggere dalla pesca lo Squalo Smeriglio, come specie minacciata. Riscontrando lo stato di conservazione della specie che risulta in esaurimento, la UE ha riconosciuto che i precedenti livelli di protezione erano insufficienti perché non venivano applicati in tutte le acque europee.

Con la Regolamentazione emendata la pesca dello Smeriglio è adesso vietata in tutte le acque europee compreso il Mediterraneo e per tutte le imbarcazioni europee che pescano in acque internazionali. Inoltre gli smerigli catturati accidentalmente devono adesso essere immediatamente rilasciati.
Il  Dr. Allison Perry, ricercatore per Oceana Europe ha dichiarato che “La protezione dello smeriglio da parte della Unione Europea rappresenta un importante passo per la tutela di questa specie. Tuttavia, a causa della sua natura altamente migratoria, se lo Smeriglio deve riprendersi, simili misure devono essere adottate a livello internazionale.”

 

Le istituzioni che giocano un ruolo chiave per la tutela internazionale dello Smeriglio sono la International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (ICCAT) e la Barcelona Convention. Sia ICCAT che la Barcelona Convention terranno incontri nel  Novembre 2011, che daranno opportunità critiche per il futuro di questa specie nell’Oceano Atlantico e nel Mediterraneo.

Lo Smeriglio è uno squalo di grandi dimensioni, a sangue caldo, ampiamente diffuso che ha alto valore per la sua carne e le sue pinne.

Minacciato principalmente da decenni di sovra sfruttamento lo Smeriglio ha subito un grave declino della sua popolazione e viene considerato Critically Endangered nell’Atlantico nord orientale e nel mediterraneo. 
Avendo un accrescimento relativamente lento,  raggiungendo tardi la maturità  e vivendo a lungo, la specie recupera lentamente dal sovra sfruttamento. Una valutazione dello stock di Smeriglio realizzato nel 2009 congiuntamente da ricercatori della ICCAT e dallo International Council for the Exploration of the Sea (ICES) ha concluso che non devono essere autorizzati lo sbarco e la pesca mirata di questi squali e che anche senza pesca la popolazione di Smeriglio dell’Atlantico nord orientale richiederà  fino a 34 anni per ristabilirsi. Nel Mediterraneo lo Smeriglio è stato valutato essere declinato fino al  99%  dalla metà del secolo scorso.



Damanaki a Grimond Room


Il Commissario Maria Damanaki spiega, al Parlamento Inglese, la riforma della Politica Comune della Pesca e risponde ad alcune domande.

27 ottobre 2011 - Grimond Room
Riunione iniziata alle 10.57 e terminata alle 12.27

Riforma della Politica Comune della Pesca
Maria Damanaki, Commissario, Direzione Generale Affari marittimi e pesca, Commissione Europea

 

Il Commissario Damanaki è stato ascoltato dalla commissione per l'ambiente,l'alimentazione e gli affari rurali del Parlamento britannico sulle proposte della Commissione per una riforma della politica

 

comune della pesca dell'UE.
Le domande dei membri del Parlamento  hanno riguardato una vasta gamma di aspetti: la proposta della Commissione per l'introduzione graduale del divieto  di rigetto, i modi di ridurre la sovracapacità della flotta UE, l'introduzione di un sistema di concessioni di pesca trasferibili e la fine dei sussidi per la dismissione, il ruolo dei Consigli Consultivi Regionali  (RACs) e delle organizzazioni dei produttori, i nuovi accordi di pesca sostenibile con i paesi terzi.

 

E' stato affrontato inoltre l'impatto sociale della riforma proposta e il  Commissario Damanaki ha descritto come si intende finanziare il settore della pesca ed in particolare di quello di piccola scala ,  nella transizione verso una pesca sostenibile.


Vai alla registrazione video del meeting.

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Gli stock ittici non tollerano i cattivi compromessi

31 ottobre 2011
La Commissaria della DG MARE, Maria Damanaki, ha discusso di scienza nella gestione della pesca marittima e della sua importanza nell'ambito del quadro della Riforma della Politica Comune della Pesca al Fishmongers' Company a Londra.

 

" [...] ci sono poi il Mar Nero ed il Mediterraneo, per i quali non so da che parte cominciare. Tutto ciò che dirò è che l'enorme carenza di informazioni scientifiche e la carenza di cooperazione con i paesi terzi sono un grande ostacolo che dobbiamo affrontare se vogliamo raggiungere la sostenibilità anche per quei bacini [...] "

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Toronto - STOP al Shark Finning

Toronto ha adottato il divieto di prodotti con pinna di squalo grazie ad un voto 38-4 al consiglio comunale del 25 ottobre 2011.
La spinta è arrivata grazie alla lotta feroce che Rob Stweart,  regista del documentario Sharkwater , ha fatto  per portare l'attenzione sul commercio di pinne di squalo e sulll'effetto negativo che ha avuto sulle specie di squali.

 

Il provvedimento di legge entrerà in vigore nel settembre 2012 e imporrà multe che vanno da $ 5.000 (prima infrazione) a $ 100.000 (terza infrazione) per il possesso e l'uso di prodotti con pinna di squalo.

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Direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino.

La Commissione Ambiente della  UE pubblica in data
14/10/2011 il documento di lavoro
redatto a sostegno all'attuazione della direttiva quadro sulla strategia marina.


Il documento è definito  "Rapporto tra la valutazione iniziale delle acque marine e i criteri per il buono stato ambientale"

 

Lo scorso 1 settembre 2010 la Commissione aveva definito i  "Criteri per il raggiungimento del buono stato Ecologico", come riportato sul Comunicato Stampa allora emanato di cui riportiamo più sotto qualche stralcio.

Insieme questi due documenti forniscono una migliore comprensione della Direttiva consentendo così agli Stati membri dell'Unione di adottare le misure necessarie per conseguire un buono stato dell'ambiente marino entro il 2020.

Comunicato Stampa, Bruxells 01 settembre 2010 (IP/10/1084)

Mari europei: la Commissione definisce i criteri per raggiungere il buono stato ecologico

La Commissione europea ha adottato oggi una decisione che definisce i criteri necessari per raggiungere il buono stato ecologico dei mari europei. Grazie a questi criteri, gli Stati membri potranno mettere a punto strategie coordinate per la protezione dell'ambiente marino all'interno di ciascuna regione marina, in modo da garantire la coerenza delle azioni e la comparabilità dei progressi ottenuti nelle varie regioni. La definizione dei criteri è richiesta dalla direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, finalizzata a raggiungere il buono stato ecologico di tutte le acque marine dell'UE entro il 2020.

Janez Potocnik, commissario europeo per l'ambiente, ha dichiarato in proposito:

"Vogliamo che i nostri mari siano produttivi e in buono stato di salute. La decisione odierna è il primo passo verso la definizione di obiettivi precisi per il raggiungimento del buono stato ecologico. L'adozione della decisione sui criteri per il buono stato ecologico durante l'Anno internazionale della biodiversità è un ulteriore passo avanti nello sviluppo della strategia UE a favore della biodiversità dopo il 2010.".

[...]

L'obiettivo del 2020 per il buono stato ecologico

Con "buono stato ecologico" si intende che lo stato ambientale complessivo delle acque marine è tale da consentire l'esistenza di oceani e mari dinamici e diversificati dal punto di vista ecologico, in buono stato di salute e produttivi. Lo sfruttamento dell'ambiente marino deve essere contenuto entro livelli sostenibili per salvaguardare il potenziale di utilizzi e attività della generazione attuale e di quelle future. Questo significa che occorre tenere pienamente conto della struttura, delle funzioni e dei processi degli ecosistemi marini, proteggere le specie e gli habitat marini ed evitare il declino della biodiversità causato dall'uomo.

Per raggiungere l'obiettivo fissato dall'UE di raggiungere il buono stato ecologico di tutte le acque marine entro il 2020, gli Stati membri devono mettere a punto strategie che si traducano in piani d'azione per applicare un approccio ecosistemico alla gestione delle attività umane. Il buono stato ecologico deve essere stabilito a livello delle regioni o sottoregioni marine sulla base degli 11 descrittori qualitativi dell'ambiente marino specificati nella direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino. La cooperazione regionale è essenziale in tutte le fasi di attuazione della direttiva.








La Danimarca è il primo paese a debellare la VHS.

La Setticemia Virale Emorragica (VHS) è una grave malattia sistemica delle trote d’allevamento, descritta in Europa a partire dal 1938, e conosciuta sotto vari sinonimi. Secondo l’O.I.E. tutti questi sinonimi vanno ricondotti ad un ‘unica malattia  causata dal virus di Egtved ed ufficialmente denominata Setticemia Emorragica Virale'.

La Danimarca è ora ufficialmente libera da questa malattia, un problema riconosciuto e combattuto fino dagli anni '50.

Nel periodo di massima diffusione la metà di tutti gli allevamenti di trote in Danimarca ne erano affetti.

Dice il Professor Niels Jørgen Olesen: "Questo eccellente risultato è dovuto alla nostra stretta collaborazione con l'industria della piscicoltura e l'Agenzia per i prodotti alimentari [Fødevarestyrelsen]. Vorremmo trasmettere le nostre conoscenze agli altri. Molti paesi quali ad esempio Francia, Italia e Germania sono ancora in lotta contro la malattia "

Fonte in Danese: http://www.vet.dtu.dk/Nyheder_fra_instituttet.aspx?guid={876E550F-DCB5-466B-B2CD-A8F058940300}









Illegalità - Reti da posta derivanti

La Commissione europea invita l'Italia ad adottare le misure necessarie per ottemperare ad una decisone della Corte di giustizia dell' ottobre 2009 per aver continuamente utilizzato illegalmente in Italia reti da posta derivanti. La Corte ha constatato che l'Italia aveva omesso di effettuare gli adeguati controlli e necessari a  far rispettare il divieto comunitario sull'uso di reti da posta derivanti.

 

La Commissaria Damanaki ha dichiarato: "La salvaguardia degli stock ittici e l'eliminazione delle pratiche dipesca illegale sono le priorità fondamentali per l'UE e sono profondamente dispiaciuta di assistere dalungo tempo in Italia ad una violazione del divieto di utilizzo di reti da posta derivanti. La pesca con attrezzi illegali quali reti da posta derivanti è altamente distruttiva, rovina gli habitat marini, mette in pericolo la fauna ittica e la pesca sostenibile. Le pratiche di pesca illegale minacciano il reddito dei pescatori onesti e le comunità costiere - e il futuro di tutta la pesca.  Pertanto, nell'interesse di tutti, l'attuazione e l'applicazione delle regole sono il cuore della nostra politica. "
Nonostante i continui richiami all'Italia agli obblighi di monitoraggio e di applicazione per quanto riguarda le reti da posta derivanti illegali, le recenti ispezioni in loco non hanno mostrato alcun miglioramento significativo rispetto alla situazione precedente alla sentenza della Corte. I controlli della Commissione indicano che tali reti vengono ancora utilizzate illegalmente in Italia in gran numero, e che le azioni adottate dalle autorità nazionali non sono né sufficienti, né abbastanza efficaci per scoraggiarne l'uso.
Se non verranno intraprese azioni soddisfacenti entro due mesi dal ricevimento della lettera della Commissione, la Commissione può sottoporre il caso alla Corte di giustizia, questa volta chiedendo alla Corte di infliggere significative sanzioni pecuniarie all' Italia in conformità con le norme del Trattato.

Fonte: http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/damanaki/headlines/press-releases/2011/09/20110929_en.htm




Eutrofizzazione ed ambiente marino

E' stata identificata nella 'Direttiva quadro sulla  strategia per l'ambiente marino dell'UE' (MSFD 2008/56/CE) l'importanza di affrontare l'eutrofizzazione per migliorare la salute ecologica delle zone costiere e delle acque marine.

 

Un nuovo studio discute i possibili metodi per la valutazione e il monitoraggio dell'eutrofizzazione, tra cui gli indicatori da monitorare.
La Direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino (MSFD) ha individuato e descritto 11 aspetti del buono stato ecologico  per le acque marine che gli Stati membri dovrebbero monitorare. Uno di questi è l'eutrofizzazione di origine umana e i suoi effetti negativi, come la perdita di biodiversità, fioriture algali nocive e carenza di ossigeno.
La Commissione europea ha creato gruppi di lavoro al fine di fornire una guida per lo sviluppo di indicatori per ogni aspetto di un buono stato ambientale. Questo studio riassume il lavoro svolto dal gruppo responsabile  per gli aspetti della eutrofizzazione ed è stato sostenuta dalla Commissione europea.
Sulla base delle precedenti definizioni e la descrizione nella MSFD, il gruppo ha adottato una definizione di eutrofizzazione che include il processo originato dai nutrienti ed i suoi effetti. Essi hanno identificato un certo numero di indicatori esistenti. Alcuni descrivono variazioni nei carichi di nutrienti, come azoto e fosforo, mentre altri descrivono gli effetti biologici, come ad esempio quantità di clorofilla nelle acque e abbondanza di alghe. Ci sono anche gli indicatori secondari, come bassi livelli di ossigeno disciolto e la perdita di vegetazione acquatica sommersa (SAV). In linea con la natura olistica della MSFD, la revisione raccomandata prevede di  utilizzare una combinazione di indicatori che consideri tutte le aree dal
fondale marino alla superficie. [...]
Una migliore conoscenza sul processo di eutrofizzazione è necessaria in termini di rapporto tra  concentrazione di nutrienti,  concentrazione di clorofilla e il loro impatto sugli ecosistemi, compresa la resilienza degli ecosistemi marini alla eutrofizzazione e dei loro meccanismi di recupero.

Leggi alla fonte: http://ec.europa.eu/environment/integration/research/newsalert/pdf/252na4.pdf

 




Londra 27-08-2011 APR è membro effettivo della European Anglers Alliance.

In occasione della Assemblea generale 2011, la European Anglers Alliance ha ratificato all'unanimità  l'adesione come membro effettivo della Alleanza Pescatori Ricreativi.

A poco più di un anno dall'inizio della nostra attività questo evento rafforza il nostro impegno e ci conforta della coesione con le organizzazioni dei pescatori ricreativi degli altri Stati europei.
La comunità dei pescatori ricreativi europei conta più di tre milioni di associati in rappresentanza di un settore che con i suoi venticinque milioni di praticanti è a tutti gli effetti l'attività con maggior numero di partecipanti a livello europeo.

 

L'ingresso dell'Italia come membro effettivo ed attivo segna una importante conferma di presenza di EAA per la sponda sud dell'Unione Europea, rendendola pienamente partecipe delle problematiche specifiche del Mediterraneo.

APR rinnova il suo impegno e l'appello alla coesione dei pescatori ricreativi italiani e delle loro organizzazioni  per una rappresentanza forte e capace di pesare a tutti i livelli gestionali attraverso il lavoro di lobby condiviso dai pescatori europei ed attivamente presente in sede di Unione Europea.

L'impegno per problemi delle acque interne e di quelle marine convoglia la richiesta di tutti i pescatori per ambienti tutelati, popolazioni ittiche in stato ottimale di salute e consistenza, diritto di accesso ricreativo sostenibile alle risorse della pesca, riconoscimento e valorizzazione del peso del settore sul contesto sociale ed economico di tutti  gli Stati dell'Unione Europea.

Potrete trovare sul questo sito aggiornamenti sull'agenda della European Anglers Alliance e sulle sue... nostre, posizioni e risoluzioni ufficiali.

Il sito della European Anglers Alliance non è al momento aggiornato ma tornerà presto a pubblicare informazioni e novità.




Ami "deboli" obbligatori per i palangari pelagici nel Golfo del Messico

A partire dal 5 maggio 2011 tutte le imbarcazioni che pescano specie altamente migratorie nel Golfo del Messico con palangari pelagici devono detenere ed usare solo ami circle come descritti al Titolo 50 del Codice Federeale USA (CFR) § 635.21(c) e che siano realizzati in metallo a sezione rotonda di diametro non superiore a 3.65mm.

Il provvedimanto è finalizzato alla riduzione del bycatch (mortalità accidentale) di tonno rosso.

 


Nella zona interessata è vietato lo sbarco di tonni rossi di grande taglia che devono essere rilasciati.
Le sperimentazioni effettuate hanno dimostrato una riduzione del bycatch del 56% e nessuna significativa riduzione delle catture di altre principali specie bersaglio.


Guida in lingua originale: 
http://www.nmfs.noaa.gov/sfa/hms/Compliance_Guide/weak_hook_compliance_guide_Final_040111.pdf



The Atlantic Highly Migratory Species Management Division of the National Marine Fisheries Service
http://www.nmfs.noaa.gov/sfa/hms/








QUI PIAVE LIBERA

 

Il fiume Piave (la Piave al femminile ad indicare il carattere di madre del fiume),  uno dei fiumi più importanti della nostra penisola  dal  passato glorioso: via d’acqua per rifornire Venezia del prezioso legname, muro invalicabile durante il primo conflitto mondiale, sta subendo dei pesanti attacchi che ne minano la stessa sopravvivenza.


A cominciare dal prelievo idrico: oltre due miliardi e mezzo di metri cubi d’acqua asportati in un anno (una media di ottanta metri cubi al secondo), per arrivare alle aggressioni all’alveo che realizzate in regime di “somma urgenza”   possono bypassare le Valutazioni di Impatto Ambientale previste.

 

Nella tarda primavera di quest’anno caratterizzato da un inverno, pur non particolarmente siccitoso,  nella zona di Maserada  il Piave è andato in asciutta, con buona pace del Deflusso Minimo Vitale.

Per cercare di far fronte a questa situazione, di dare voce a chi voce non ha,  è nato Qui Piave Libera (http://www.quipiavelibera.org/) un manifesto che raccoglie gran parte delle associazioni ambientaliste, di pescatori, culturali e di Onlus del Veneto orientale chiamate a difendere la Piave tutta, dalle sorgenti alla foce, una controparte nel dialogo con le amministrazioni pubbliche per difendere gli interessi del fiume , l’ambiente la flora e la fauna.
Un fronte del Piave quale paradigma della situazione dei fiumi italiani: quale futuro dei fiumi e delle acque se la Piave verrà persa?

APR ha sottoscritto il Manifesto Qui Piave Libera

Scarica formato pdf
QUI  PIAVE  LIBERA - un appello per salvare il fiume

Visita la pagina di Qui Piave Libera su Facebook




BAGNANTI – CAPITANERIA DI PORTO DI LIVORNO

Le ordinanze per la stagione balneare prevedono divieto di pesca lungo la costa in orario diurno, specificando ora di inizio e  di fine del divieto.

La capitaneria di porto di Livorno nella sua ordinanza 51/2011 del 05/05/2011 si è spinta oltre, all'ART. 5 "Esercizio della pesca"  riporta:

"E' vietato [...] durante la stagione balneare tra le ore 8.30 e le ore 19.30, ovvero in presenza di bagnanti"

La novità della specifica sta nel fatto che in presenza di bagnanti la pesca ricreativa è comunque vietata anche fuori da questo orario, così come confermato  dal Servizio polizia marittima e contenzioso della Capitaneria stessa ad una richiesta di chiarimento.

Possiamo immaginare di non pescare se c’è gente in acqua e anche che se peschiamo non entri gente in acqua ma non con la stessa sicurezza.
Quindi se qualcuno vuole farmi smettere di pescare basta che entri con i piedi in acqua ma  non si sa a quale distanza ci si debba trovare da un bagnante per poter dire di pescare dove non ci sono bagnanti. 

A pensarci bene non serve neanche che qualcuno sia in acqua in quanto il bagnante è tale anche quando è in spiaggia, appena prima o appena dopo il bagno, o steso a prendere il fresco piuttosto che il sole.
Un bagnante che ha anche il vizio di passeggiare rendendo la pesca un’attività legale a intermittenza.

Se pesco a spinning o a mosca e passa qualcuno faccio pausa ma se invece pesco a surf casting  tiro su tutto quando passa qualcuno?
La norma parla genericamente di pesca diversa da quella subacquea, regolamentata a parte,  e paradossalmente non tratta con le dovute maniere gli attrezzi passivi che sono in effetti i più pericolosi per i bagnanti. 

Il palamito calato dopo le 19.30 in assenza di bagnanti  deve essere presenziato costantemente dal pescatore  e ritirato nel momento in cui un bagnante si accinge a nuotarvi nei pressi? 

C'è da dubitarne. Alla fine tocca sperare che ... piova.




Micro Idroelettrico - Inghilterra

I ministri inglesi vogliono semplificare per le comunità e proprietari terrieri i procedimenti per la costruzione di ruote idrauliche e altri tipi di generatori di energia idroelettrica di piccole dimensioni in fiumi e torrenti in tutto il paese. Essi credono che sarà possibile alimentare  più di un milione di abitazioni sfruttando l'energia dei fiumi con progetti idroelettrici di piccole dimensioni e  questa settimana annunceranno  l'intenzione di rimuovere alcune delle norme che possono portare al respingimento di  tali progetti (..)

Per costruire un generatore di energia idroelettrica di micro generazione, il progetto deve essere primaapprovato dal sistema di certificazione e molti sono respinti a causa del mancato rispetto di alcune norme  che consentono loro di beneficiare di sovvenzioni per l'energia verde e le tariffe per l'alimentazione di potenza nella rete nazionale. Mr Barker ha detto che il governo intende abolire l'obbligo di certificazione per i micro generatori di energia idroelettrica nel tentativo di rendere più facile per tali progetti di andare avanti.

Mark Lloyd, direttore generale di Angling Trust, ha dichiarato: "L'attuale livello di regolamentazione è già inadeguato per evitare danni alla risorsa ittica, la notizia che si voglia ulteriormente facilitare la costruzione di tali impianti  è  estremamente sgradita".  Le sovvenzioni e gli incentivi  per il micro-idroelettrico dovrebbero essere aboliti e considerati un cattivo uso di fondi pubblici; il contributo del micro idroelettrico nell’ affrontare i cambiamenti climatici  è minimo e causa molti danni nel processo. "

http://www.telegraph.co.uk/earth/energy/hydro_electricenergy/8584059/Anglers-anger-at-plans-to-slash-red-tape-for-hydropower-schemes.html






Esclusiva di Catriona Stewart - 29 maggio 2011.

Pesca come terapia per i pazienti dei centri di salute mentale degli ospedali scozzesi.

Il personale infermieristico dei centri di salute mentale negli ospedali scozzesi di Leverndale e Dykebar, ha sviluppato il progetto  e sta  portando i pazienti a pesca per aiutarli a calmarsi.

John Kelly, un infermiere di Leverndale dice: "Troviamo la pesca estremamente terapeutica e pensiamo che alcuni dei nostri pazienti potranno trarne un reale beneficio"

" Volevamo fare qualcosa per loro che migliorasse la loro qualità della vita e portasse un cambiamento alla loro routine quotidiana"

"Abbiamo avuto un brillante ritornodai nostri  direttori che sono stati rapidi nell'aiutarci a stabilire un piano - i risultati hanno superato tutte le nostre speranze. I pazienti  lo amano talmente che neppure vento e pioggia riescono a fermarli."

 

Lo staff porta a pesca gruppi di 8-10 pazienti e insegna loro le basi della pesca (angling).

Lo scopo della pratica è di dare ai pazienti una nuova abilità stimolandoli e creando in loro  un senso di realizzazione personale.

Kelly aggiunge: "I pazienti che usufruiscono di questo servizo sono degenti a lungo termine e per alcuni potrebbe essere l'unica occasione per uscire"

Calum MacLeod, direttore dei centri di salute mentale (del Servizio Sanitario Nazionale) di Greater Glasgow e Clyde dice: "Siamo terribilmente orgogliosi degli obiettivi raggiunti dalle nostre squadre in entrambi gli ospedali. Tutti, inclusi i nostri pazienti, sono incredibilmente motivati  e i benefici sulla salute dei pazienti e il loro benessere sono stati fantastici"

Caso studio

Stephen Erskine è un paziente a lungo termine dell'ospedale di Leverndale dove è curato per problemi di salute mentale.

Il 44enne prende parte al programma di pesca condotto da John Kelly, che sostiene che la confidenza di Stephen è migliorata da quando ha iniziato a pescare e ora prende l'iniziativa quando è  a New Haylie Loch, vicino a Largs, mostrando agli altri pazienti come lanciare.

Stephen, di Pollok (Glasgow), dice: "E' molto divertente uscire con gli infermieri. C'è un buon senso di realizzazione quando catturiamo pesci - ne abbiamo presi 10 l'ultima volta - ed è bello uscire all'aria aperta. E' una cosa molto rilassante da fare e mi sento molto orgoglioso di prenderne parte".

Kelly ha aggiunto: "Stephen non aveva mai pescato prima, ma ora egli è di grande aiuto. Devo montare tutte le canne  e tenere un occhio fisso su di loro, ma ora Stephen ha preso in parte quel ruolo. Stephen è passato da nessuna abilità al 100% di autonomia in pesca, è davvero un grande risultato".

http://www.heraldscotland.com/news/health/fishing-on-the-nhs-for-mental-health-patients-it-s-a-good-sense-of-achievement-when-we-catch-a-fish-1.1104075




Francia - Identificare le catture della pesca ricreativa

La Francia, con decreto del 17 maggio 2011,  introduce l'obbligo per i pescatori ricreativi  in mare (pesca da terra, dalla barca, subacquea)  di rendere riconoscibili le proprie catture attraverso il 'clip finning' cioè il taglio della parte inferiore della pinna caudale per quei pesci che saranno trattenuti. 
L'articolo 3 recita: 
Esemplari delle specie catturate dai pescatori ricreativi a bordo di imbarcazioni sono contrassegnati non appena salpati, tranne che per gli esemplari che vengono mantenuti vivi a bordo prima di essere rilasciati. La marcatura viene effettuata in ogni caso prima dello sbarco.

Per i pescatori subacquei partiti dalla riva, questa marcatura deve intervenire non appena hanno raggiunto la riva. 
Per i pescatori che praticano la pesca da terra, questa marcatura deve essere effettuata dopo la cattura.

Il lungo elenco dei pesci che dovranno essere oggetto di questa pratica comprende tra gli altri spigola, merluzzo e sogliola.Una delle motivazioni di questo provvedimento è quella di rendere riconoscibili le catture della pesca ricreativa per combattere la vendita illegale del pescato da parte dei pescatori ricreativi.
http://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000024073619&dateTexte=&categorieLien=id


Circuizione - Tonno Rosso 2011

Il Commissario per gli Affari Marittimi e la pesca, Maria Damanaki,  ha dichiarato oggi di aspettarsi dagli Stati membri l'adozione di  tutte le misure necessarie a garantire il pieno rispetto normativo da parte delle proprie navi durante la principale stagione di pesca commerciale del tonno rosso, che è iniziata il 15 maggio.

Il periodo dal 15 maggio al 15 giugno è quello in cui sono ammessi i pescherecci di grandi dimensioni con reti a circuizione per la pesca del

tonno rosso nel Mediterraneo e nell'Atlantico orientale. Sono attive in questo tipo di pesca navi provenienti da sette Stati membri dell'UE: Spagna, Francia, Italia, Grecia, Portogallo, Malta, Cipro. La quota complessiva dell'UE è di 5.756 tonnellate per la stagione 2011, ridotta rispetto alle  7.087 tonnellate dello scorso anno, quota di cui oltre la metà è catturata dalla flotta con reti a circuizione. 
Un rigoroso sistema di controllo e di ispezione è stato messo in atto per controllare e applicare tutti gli aspetti della pesca del tonno rosso. Si tratta di dispiegamento  di ispettori, navi e aeromobili gestito in sinergia dalla Commissione europea, dalla Agenzia Comunitaria di Controllo della pesca (CFCA) e dagli Stati membri. La Commissione europea controlla anche le catture e analizza i dati provenienti dal sistema di controllo dei pescherecci (basato su un sistema satellitare) su base oraria per garantire che tutte le regole, e in particolare le quote individuali per singolo contingente, siano pienamente rispettate. 
Per quanto riguarda la questione delle navi battenti bandiera libica, la Commissione sta monitorando attentamente la situazione e tratterà in modo adeguato la questione attraverso l'ICCAT e i propri strumenti giuridici.

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/damanaki/headlines/press-releases/2011/05/20110516_en.htm#top




Le analisi del DNA rivelano nozze 'miste' tra le anguille europee.

"Le analisi genetiche mettono fine a decenni di dubbi: tutte le anguille europee, dall'Islanda alla Danimarca, al Marocco, appartengono allo stesso stock che si incrocia in occasione della deposizione delle uova nel Mar dei Sargassi. Il sovrasfruttamento e il degrado ambientale anche in un solo paese europeo hanno effetto sulla consistenza di questo enigmatico pesce annoverato tra le specie a grave rischio di estinzione in tutta Europa."

I risultati della ricerca sono stati pubblicati in:  “Molecular Ecology”: Als TD, Hansen MM, Maes GE, Castonguay M, Riemann L, Aarestrup K, Munk P, Sparholt H, Hanel R, Bernatchez L (2011) All roads lead to home: panmixia of European eel in the Sargasso Sea. Molecular Ecology, in press. (available as Early View. DOI: 10.1111/j.1365-294X.2011.05011.x).

Contatti:
Researcher Thomas Damm Als, Danmarks Tekniske Universitet, Institut for Akvatiske Ressourcer (DTU Aqua). Tel: 35883104. E-mail: tda@aqua.dtu.dk
Institute leader, professor Michael M. Hansen, Biologisk Institut, Aarhus Universitet, Ny Munkegade 114, 8000 Aarhus C. Tel: 40247191. E-mail: mmh@biology.au.dk

Traduzione dell'articolo dal Danese attraverso il traduttore di Google




Nuove regole UE sui controlli finalmente attive ed applicate

12/04/2011.
La Commissione Europea dichiara che con le nuove regole applicative del Regolamento sul Controllo del 2010 sarà molto più difficile sfuggire a chi pratica pesca illegale.

"Non possiamo più permettere che neanche una piccola minoranza di pescatori ignori le regole, e la faccia franca", ha dichiarato il commissario per la pesca Maria Damanaki. "Oltre ad essere ingiusto, ciò mette a repentaglio anche gli sforzi di conservazione, sconvolge i mercati con una concorrenza sleale, penalizza i pescatori che rispettano la legge e, soprattutto, distrugge gli stock ittici", ha aggiunto.
Il regolamento sul controllo è entrato in vigore più di un anno fa, il 1 ° gennaio 2010, ma le regole di attuazione non sono state fissate fino all’ aprile di quest'anno.


Secondo un comunicato stampa della Commissione, le nuove regole: 
Permettono un controllo "dalla rete al piatto", coprendo tutte le fasi della catena di approvvigionamento; il sistema di tracciabilità consente agli ispettori di rilevare illegalità in qualsiasi punto della catena.
Prevedono meccanismi concreti per garantire parità di condizioni per i pescatori, gli altri operatori e gli Stati membri. Le sanzioni sono state armonizzate e un nuovo sistema a punti garantisce che le infrazioni gravi conducano a conseguenze simili in tutti gli Stati membri.
Una grande semplificazione, con tutte le norme applicabili in materia di controllo della pesca UE, che sono state precedentemente disperse in diversi strumenti, ora contenute in un unico testo.
Generalizzare l'utilizzo di nuove tecnologie, che da un lato riduce i costi amministrativi per gli operatori e le autorità e, dall'altro, rende molto più semplice effettuare controlli, aumentando così l'efficienza.
Il nuovo regolamento inoltre, spiega i meccanismi che la Commissione può utilizzare per fare in modo che gli Stati membri seguano queste regole per il controllo. 
Con questo sistema di controlli di "tutta la catena commerciale 'dalla rete al piatto', l'UE ha ora i mezzi per rompere con il passato e fondare una vera cultura di rispetto per fermare la pesca eccessiva e contribuire a rendere realmente sostenibile della pesca nell'UE". 
Il principio "net to plate" ( "dalla rete al piatto") significa , secondo la Commissione, che il pesce sarà interamente tracciabile: "una volta che il prodotto avrà raggiunto i negozi, il consumatore saprà che è stato pescato legalmente".
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=SPEECH/11/256&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en


La Comunità pesca ricreativa statunitense collabora per ridurre la mortalità dei pesci di mare.
Il progetto FishSmart delinea gli obiettivi per il miglioramento dei tassi di sopravvivenza del catch & release

Migliorare i tassi di sopravvivenza del catch & release per i pesci d'acqua salata è un problema fondamentale per la comunità della pesca ricreativa. Il mese scorso negli Stati Uniti, pescatori, scienziati, gruppi ambientalisti, agenzie statali e federali e rappresentanti delle imprese della pesca ricreativa si sono riuniti per valutare quanto si conosce sui tassi di sopravvivenza da cattura e rilacio nella pesca marittima ed esaminare le modalità per migliorare la gestione della pesca e le tecniche di cattura e rilascio. I rappresentanti si sono incontrati dal 15 al 17 marzo ad Atlanta, per il workshop FishSmart sul Barotrauma. Il barotrauma è una importante causa di mortalità per i pesci d'acqua salata e si verifica quando i pesci di acque profonde portati in superficie non sono in grado di adattarsi al cambiamento di pressione rendendogli difficile o impossibile nuotare di nuovo verso il fondo una volta rilasciati dal pescatore.

"Per molti anni il settore della pesca ricreativa ha sostenuto la ricerca di nuove e migliori tecniche di cattura e rilascio per ridurre il tasso di mortalità", ha detto il presidente della American Sportfishing Association (ASA), Mike Nussman. "Se non fosse stato per i significativi progressi che abbiamo fatto nel catch & release in acqua dolce, in particolare per smallmouth bass e persico trota, la pesca sportiva come la conosciamo probabilmente non esisterebbe. Il recente workshop sul barotrauma offre speranza per l'implementazione di soluzioni praticabili per migliorare la sopravvivenza dei pesci di mare catturati e rilasciati e la salute di molte importanti zone di pesca ricreativa. In breve, nuove e migliori tecniche sono una cosa buona sia per i pesci che per i pescatori ".

Una scoperta significativa del workshop è l'efficacia delle tecniche di ricompressione che riportano gradualmente i pesci fino alla profondità approssimativa alla quale sono stati catturati, in opposizione alla procedura più tradizionale di "venting" in cui vengono fatti uscire i gas prodotti dal corpo del pesce. La ricompressione è una tecnica di cattura e rilascio particolarmente efficace nel rockfish sulla costa occidentale.

Altri risultati del workshop sono stati:

- Linee Guida per il rilascio di pesci di mare, in particolare quelli catturati in profondità.

- Raccomandazioni per migliorare la gestione delle attività di pesca con alta mortalità da rilascio.

- Individuazione delle lacune fondamentali nel campo della ricerca che impediscono miglioramenti nella gestione della pesca.

Il workshop sul barotrauma è una componente del più ampio sforzo di FishSmart, un programma avviato da ASA e altri membri della comunità della pesca sportiva, per lavorare con i pescatori e l'industria per migliorare il tasso di sopravvivenza dal catch & release della pesca marittima




Divieto di pesca dello Spinarolo in Svezia

Includendo lo squalo Spinarolo tra le specie totalmente protette, la Commissione Svedese per la Pesca ne ha vietato completamente la cattura, anche con canna da pesca e lenza a mano.

Il Consiglio Europeo aveva deciso per la 'Quota Zero' nel 2009 e nel dicembre scorso aveva esteso il divieto alle catture accidentali.

I pescatori commerciali svedesi erano già interessati da queste decisioni e dal 1 aprile 2011 anche gli anglers svedesi che cattureranno accidentalmente uno squalo spinarolo dovranno obbligatoriamente 'gettarlo in mare' (throw back to the sea).  

Vogliamo evidenziare quanto sia ancora difficile leggere, in riferimento alla pesca ricreativa, il termine 'rilascio' anzichè 'rigetto'.

I pesci pescati dai ricreativi non vengono 'gettati in mare' (throw back to the sea) bensì rilasciati/rimessi in mare (put back into the sea).

http://www.fishsec.org/article.asp?CategoryID=1&ContextID=791



Abrogata la licenza per la pesca in mare a New York

La tassa di concessione sarà annullata tra 180 giorni e sostituita con una Registrazione gratuita

In un comunicato del 24 marzo 2011 la Recreationa Fishing Alliance sottolinea l'importanza dell'evento

L'idea di una licenza di pesca in mare è stata mal concepita fin dal principio.
Non solo si trattava di una tassa su uno dei diritti fondamentali che i residenti di Long Island hanno avuto fin dai tempi coloniali, ma è stato un onere per l'industria della pesca ricreativa in un momento in cui la recessione stava imponendo il suo pedaggio all'economia locale.

Questo cambiamento trasmette il messaggio che lo Stato riconosce che il diritto di pesca deve essere libero e che la pesca ricreativa è una parte fondamentale dell'economia di Long Island

Coloro che vorrebbero imporre un diritto d'uso, sull'accesso del pubblico sono pronti a fare affermazioni del privilegio di pesca e di pagamento di detto privilegio, ma non è questo il nostro modo di vedere le cose in RFA.

La stragrande maggioranza degli sportivi nell'area marina di New York non credono che la pesca sia un privilegio, ma credono fortemente nel loro diritto di accedere a questa risorsa pubblica.

La recente sfida legale sulla East End ha aiutato a riconfermare questa impostazione tradizione e lodiamo i legislatori che hanno contribuito ad onorare la tradizione costiera.



Sea Angling 2012 – un'indagine sulla pesca ricreativa in mare e il suo valore economico in Inghilterra

In Italia ed in Francia le autorità competenti hanno instaurato un regime di comunicazione obbligatoria della pesca ricreativa in mare al fine di valutarne le dimensioni e le caratteristiche. Per questo i pescatori ricreativi in mare sono sottoposti ad un regime autorizzatorio quando altrove vengono normalmente applicate metodologie di indagine senza bisogno di permessi di pesca ma solo attraverso tecniche di rilevazione che hanno dato ampia dimostrazione di efficacia.

In Inghilterra viene inaugurato un progetto di questo tipo che promette di andare incontro alle vere esigenze della pesca ricreativa in mare. Riteniamo importante sottolineare come venga pienamente riconosciuto il problema della raccolta di dati sui pesci rilasciati che vede le organizzazioni europee dei pescatori ricreativi impegnate in un pesante lavoro per far riconoscere alle autorità europee la necessità di questo tipo di dati.

SeaAngling 2012 FAQ fornite dal DEFRA (Department for Environment, Food and Rural Affairs - il Ministero inglese)

Cosa è Sea Angling 2012?

Sea Angling 2012 è un progetto per raccogliere informazioni sulle attività di pesca ricreativa in mare da terra e in barca , sulle catture e sull'impatto economico in Inghilterra nel 2011 e 2012. Il progetto sarà effettuata dalla, MMO (Marine Management Organization) CEFAS (Centre for Environment, Fisheries & Aquaculture Science) e ci auguriamo dai nuovi nuovo IFCAs (Inshore Fisheries and Conservation Authorities) -   Lo studio più recente analogo in Inghilterra è stata la relazione Drew Report pubblicato nel 2004.

Quali saranno i benefici per la pesca ricreativa (Recreational Angling) dal progetto?

I pescatori in mare vogliono vedere il governo e gli enti locali mettere in atto politiche di conservazione degli stock ittici che in ultima analisi portino più pesci e pesci più grandi da catturare. Senza accurate ed aggiornate informazioni sulle attività di pesca in mare in Inghilterra, il DEFRA e le IFCAs troveranno difficoltà a prendere decisioni equilibrate e basate su informazioni corrette per una migliore di gestione delle attività di pesca che possa soddisfare le esigenze di entrambi i settori della pesca: commerciale e ricreativa . E' quindi interesse dei pescatori di mare sostenere la raccolta delle informazioni necessarie sulle attività di RSA (Recreationa Sea Angling), le catture e il valore economico lungo la nostra costa. Si spera inoltre che le informazioni possano essere utile anche ad altre organizzazioni - come gli enti per la pesca in mare - nello sviluppo delle loro opinioni.

Perché DEFRA finanzia questo progetto?

La RSA è uno degli sport più popolari del paese, da uno a due milioni di partecipanti attivi ogni anno. Nonostante questo ci sono pochissime informazioni disponibili sulle catture e sul rilascio di pesci vivi o anche sul numero di viaggi di pesca che si svolgono. Seaangling 2012 fornirà la necessaria base dati per aiutare il DEFRA e in nuovi IFCAs a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile di tutte le forme di pesca. In aggiunta a questo fornirà i mezzi di campionamento della pesca ricreativa che è un requisito legale ai sensi della legislazione UE (quadro di raccolta dei dati e del regolamento di controllo)

Come funzionerà in pratica il progetto?

Il progetto Seaangling 2012 può essere pensato come tre assi di intervento, ciascuno incentrato sulla raccolta di dati diversi, ma che fornisce una panoramica dettagliata di tutte le forme di pesca ricreativa in mare in Inghilterra. La metodologia pianificata è stata utilizzata con successo in tutto il mondo. Il primo flusso di lavoro , guidato da MMO, utilizzerà l'ufficio di statistica nazionale (ONS) per le indagini sulle famiglie in Gran Bretagna per fornire stime di come le persone pescano in mare e con quale frequenza, suddivisi per area geografica e tipologie di attività coperte (ad esempio dalla riva, barca charter o barca privata) Attraverso l'indagine saranno ottenuti anche i dati delle catture e i rilasci di merluzzo (cod) e spigola (seabass). I dati sulla pesca in mare dell'indagine ONS contribuiranno anche all'analisi economica. Il secondo flusso di lavoro, guidato da CEFAS, avrà lo scopo di raccogliere dati sulla pesca da riva e da barche private di tutto il litorale dell'Inghilterra. Localmente, rilevatori incaricati intervisteranno i pescatori alla fine della loro battuta di pesca, o in alcuni casi, mentre stanno pescando, per raccogliere dati sullo sforzo di pesca, sulle catture e sui rilasci. Uno studio dettagliato sarà effettuato per determinare il valore economico di tutti gli aspetti del settore della RSA, comprese le spese dei pescatori singoli e il valore economico delle attività che dipendono dalla pesca in mare come il turismo e i negozi di attrezzature da pesca.

Quali dati sulle catture e sui rilasci raccoglierà Sea Angling 2012 ?

Sappiamo che ci sono preoccupazioni nella comunità dei pescatori ricreativi perchè la legislazione europea specifica che dobbiamo raccogliere informazioni solo su ciò che i pescatori ricreativi catturano, interpretato nel senso di catture trattenute e non di pesci che vengono restituiti al mare vivi. Riconosciamo che il Catch & Release è molto praticato in Inghilterra e che il ritorno di pesce in mare in uno stato vivo e sano aiuta a conservare gli stock ittici per il futuro. Il progetto Seaangling 2012 valuterà sia quanti pesci vengono trattenuti sia quanti ne vengono rilasciati in mare. Informazioni sui due tipi di catture saranno incluse quando si forniranno informazioni alla Commissione europea.

I pescatori devono essere preoccupati? Questo potrebbe portare a restrizioni nella pesca?

Sappiamo poco su questa attività di pesca e non possiamo prevedere se questo progetto metterà in evidenza problemi e quali potranno essere. Se i dati provano che la RSA ha un impatto significativo su qualsiasi specie ittica oggetto di misure di recupero, il regolamento di controllo dell'UE dà alla Commissione europea il potere di raccomandare misure di gestione specifiche, quali autorizzazioni di pesca e dichiarazioni di cattura. Se questo fosse il caso, la nostra preferenza sarebbe quella di lavorare con il settore della pesca per lo sviluppo di misure cautelari per eliminare la necessità di un intervento europeo.




La Spagna vieta la pesca ricreativa allo sgombro.


I pescatori ricreativi spagnoli per quest'anno dovranno smettere di pescare gli sgombri. La flotta commerciale spagnola ha esaurito e superato le quote ad essa assegnate di 19.621 tonn. e l'amministrazione spagnola ha esteso il divieto di pesca, senza ragione alcuna, anche alla pesca ricreativa, riducendo inoltre proporzionalmente le quote di sgombri  assegnate alla pesca commerciale per i prossimi cinque anni.
Questo approccio evidenzia i rischi che si corrono con  parità di trattamento tra la pesca ricreativa e la pesca commerciale di piccola scala.

E' un segnale forte per quei pescatori ricreativi che considerano il legiferare sulle nostre teste un problema di poco conto cui non prestare attenzione. 

Le rappresentanze dei pescatori ricreativi che chiedono per la nostra  pesca  parità di trattamento con la pesca commerciale ottengono così  una pesante sconfitta sul campo a danno dei pescatori ricreativi spagnoli che non potranno avere accesso ad una risorsa che è e deve restare pubblica.

L' attualità spagnola crea un precedente  generando il timore che lo stesso sistema venga applicato in tutti i Paesi della UE che si affacciano sul Mediterraneo. 

Provvedimento spagnolo:

Caballa 1


Caballa 2




Documento di sintesi sulla consistenza del Cormorano Europeo

Sembra impossibile, ma non esiste per molti paesi europei  una informazione completa sulla nidificazione dei cormorani. I dati sono distribuiti su una moltitudine di fonti differenti rendendo difficile avere una visione d'insieme.  Per ovviare a ciò il Dr Franz Kohl  di ÖKF Österreichisches Kuratorium fur Fischerei und Gewässerschutz ha predisposto per EAA una  pubblicazione che fornisce una base dati Europea sulla popolazione di cormorani  in un unico documento facilmente accessibile.

La popolazione complessiva di cormorani ha superato in Europa i  2 milioni. Troppo spesso e per troppo tempo  le discussioni sui cormorani sono state controverse e non sarebbe accaduto se i dati disponibili fossero stati raccolti , strutturati e pubblicati da una istituzione 'neutrale' ed autorevole come ad esempio l'Unione Europea.

Questa pubblicazione  mostra come  i dati siano effettivamente disponibili  e come possono essere strutturati per fornire in un unico luogo una panoramica delle popolazioni di cormorani europei e le tendenze di sviluppo paese per paese.  Il documento fornisce anche una stima prudenziale sulla popolazione complessiva di cormorani europei,  stima fondata sulla base dei dati disponibili. Essa mostra che la popolazione complessiva di cormorano europeo si attestava intorno ai 2,3 milioni nel 2006 ed è ancora in crescita . Tre volte superiore al livello che la UE ha ritenuto essere di 'sicurezza' per la salute della specie, quello che in termine giuridico si indica come 'stato di conservazione soddisfacente' per la popolazione di cormorani.





Il Commissario Damanaki propone l’introduzione graduale del divieto di rigetto (discard)

Martedi, 1 marzo 2011 15:20

Il commissario europeo responsabile degli Affari marittimi e della pesca, Maria Damanaki , ha organizzato un incontro  di 'alto livello' sul divieto dei rigetti in mare, nel contesto della riforma della politica comune della pesca (PCP).

Ha invitato i membri del Parlamento europeo, i ministri della pesca dell'UE e la Corte dei conti per una discussione politica informale che andrà ad alimentare il dibattito formale sulla riforma della PCP a cui la Commissione Europea sta lavorando.

Maria Damanaki ha detto: "La questione dello scarto (discard)  è  una sfida chiave nella gestione della pesca. Nel 2004, la FAO ha stimato che 7,3 milioni di tonnellate, cioè l'8% del totale delle catture di pesce sono state scartate. Alcuni di voi potrebbero pensare che questo dato non è così impressionante. Permettetemi di fornire alcuni dati, relativi alla pesca europea, che dimostrano che stiamo facendo molto peggio rispetto alla media mondiale: nella pesca del pesce bianco fino  metà del pescato viene rigettato in mare e nella pesca di pesci piatti lo scarto sale fino a circa il 70% delle catture.

"Sicuramente sarete d'accordo con me che queste cifre sono allarmanti. Devo mettere bene in chiaro: io considero i rigetti in mare non dal punto di vista etico, ma come uno spreco di risorse naturali e uno spreco di energie per i pescatori. Vorrei andare oltre. Oltre le nostre convinzioni o principi,  queste cifre non sono più giustificabili dal momento che i nostri stock sono in declino

"Se continuiamo con la nostra politica, ci confronteremo presto con  una situazione in cui la capacità produttiva degli ecosistemi marini sarà fortemente a rischio.

"Se continuiamo con la nostra politica, lo scarto eroderà la base economica dei nostri pescatori e le risorse delle nostre regioni costiere saranno erose. Saranno i pescatori e le loro famiglie a pagarne  il conto. Se continuiamo la nostra politica, i consumatori si allontaneranno dai pesci, perché, prima o poi, riceveranno una immagine negativa di spreco delle nostre risorse naturali.

"Dobbiamo evitare questo in tutti i modi. Fino ad ora  abbiamo cercato di affrontare i rigetti in mare con le misure tecniche. Ma dobbiamo essere onesti, se continuiamo in questo modo è come curare una malattia grave con l'aspirina. Dobbiamo riconoscere che la nostra politica a volte dà incentivo ai rigetti. Sono quindi convinta che dobbiamo iniziare a pensare fuori dagli schemi.

"Per affrontare efficacemente i rigetti abbiamo bisogno di cercare nuovi sistemi  per andare avanti. Sto considerando di proporre un divieto di rigetto nel quadro delle proposte di riforma della PCP. E mentre dico questa parola - divieto di rigetto - a voce alta, sono consapevole che alcuni di voi non vogliono sentir parlare di tale divieto, mentre altri già supportano questa idea. Voglio farvi notare che se non affrontiamo questo problema adesso, tornerà a perseguitarci. Sarebbe un vero peccato perdere questa opportunità  della prossima riforma della PCP per trovare una nuova strada per il futuro.

"Abbiamo cercato di mettere questa nuova via di progresso in un breve documento, che tutti voi avete ricevuto,  con una serie di idee su come implementare in modo efficace il divieto di rigetto.

"Lasciatemi rapidamente delineare le idee di base. La mia idea è quella di avere un approccio graduale. Per esempio possiamo iniziare con la pesca pelagica, e quindi coprire un paio di importanti attività di pesca mista  dopo una breve fase di "rodaggio". L'elenco delle specie oggetto di un divieto di rigetto potrebbe poi essere ampliato anno in anno.

"La domanda si riferisce quindi a quale sistema di gestione di scegliere, al fine di gestire gli stock ittici. Una possibilità sarebbe quella di gestire solo le nostre attività di pesca mista con un sistema di sforzo. L'idea è quella di preservare la stabilità relativa, traducendo la stabilità relativa in quote  in una stabilità relativa  dello sforzo di pesca mista. Tale sistema di gestione è relativamente semplice, tutte le catture dovrebbero essere sbarcate. Il controllo è  facile così come  il tempo trascorso in mare può essere facilmente controllato dal sistema di controllo satellitare.

"Un'altra possibilità è il sistema delle quote di cattura con contingenti di catture accessorie. Tutte le catture dovrebbero essere imputate alle quote e in seguito  contro il contingenti di catture accessorie. In un tale sistema è  necessario che gli Stati membri assegnino le quote in linea con le catture reali possibili delle loro navi. Un sistema di quote  avrebbe bisogno di garanzie di funzionamento perché è più complicato.

"Qualunque sia il sistema scelto, alla fine, sia che si tratti di gestione dello sforzo o del sistema di quote di cattura, un divieto di rigetto è una esigenza di coerenza in tutte le norme della PCP. Abbiamo bisogno di coerenza nelle misure di mercato. Anche i pilastri di controllo della PCP, saranno molto importanti. Avremo bisogno di CCTV o di osservatori a bordo dei pescherecci al di sopra di una certa lunghezza.

"Lo dobbiamo  al  settore della industria della pesca di fare qualcosa per gli scarti. In realtà la stessa industria ha già capito, come dimostrano i provvedimenti già presi in riferimento alla progettazione di attrezzi più selettivi. Ci sono molti buoni esempi come il progetto del 50% nel Regno Unito, il progetto degli scampi nel  Golfo di Guascogna così come i progetti in Svezia e Danimarca. Il divieto di rigetto potrebbe ulteriormente incentivare queste iniziative molto buone.

"Abbiamo bisogno di discutere un divieto di rigetto come parte della riforma della PCP. La nuova PCP deve diventare una politica che ha la sostenibilità scritta su di essa. Se non la si fa finita con gli scarti allora non merita di essere considerata ‘sostenibile’.

Ma non facciamo errori,  sono  consapevole della complessità di questa sfida. Per questo mi piacerebbe avere una discussione aperta con voi su tutti questi elementi in modo che possiamo identificare un modo costruttivo per il futuro. Se riusciamo a trovare qualche soluzione qui, allora dobbiamo aprire una consultazione più ampia che coinvolga tutti gli Stati membri, i soggetti interessati ei cittadini " ha concluso la Signora  Damanaki.

http://www.fishnewseu.com/latest-news/world/5340-damanaki-proposes-gradual-phasing-in-of-a-discard-ban.html

Versione scaricabile qui



In Italia, a parlare di squali!

Denis Kelly, Segretario del SSACN 'The Scottish Sea Angling Conservation Network' è stato in visita alla prestigiosa Scuola Lingue Estere dell'Esercito, a Perugia,  per parlare di conservazione delle risorse marine, del tagging agli squali e della tremenda pratica dello shark finning, la asportazione delle pinne di squalo.
Il primo giorno Denis ha avuto un incontro con il Generale di Brigata De Lutzio che ha detto che base dell'invito non è solo la materia trattata nei colloqui, ma il linguaggio in essi contenuto, nonché il messaggio di  conservazione, sostenibilità e responsabilità di ogni individuo nella presa di coscienza che il nostro ambiente marino è in declino a causa del sovrasfruttamento delle sue risorse.

Questo tipo di evento non è stata solo una prima assoluta per SSACN e SSTP, ma anche una prima per la stessa scuola, è infatti la prima volta che alla scuola una conferenza viene tenuta da personale non militare

La passione degli studenti per la lingua inglese e il loro interesse per la materia, ha generato molte domande relative alla tecnologia utilizzata nel tagging, agli eventuali aiuti del governo scozzese, alla gestione del SSACN.

Tali domande hanno  permesso a Denis di evidenziare il livello di impegno e il contributo dei volontari SSACN, dei Soci e di tutti i pescatori che vi partecipano, nonché l'appoggio ricevuto dai vari media e il sostegno trasversale ricevuto nel Parlamento scozzese .

Durante la discussione sulla aberrante pratica di asportazione delle pinne, è stato chiesto se è vero che la zuppa di pinne di squalo è un afrodisiaco - Denis  ha informato che esiste un farmaco da banco, molto più economico e  molto più efficace - sciogliendo così la tensione per la nuova esperienzatra le risate generali.
Per concludere la giornata, Denis ha cenato con il Generale di Brigata De Lutzio ed il tenente colonnello Luppa, un onore concesso normalmente solo a personale permanente.


http://www.ssacn.org/talking-sharks-in-italy






La NOAA  inizia il Sondaggio Nazionale dei Contributi Economici della Pesca Ricreativa in mare

22 Febbraio 2011 - La NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration - United States Department of Commerce)  è di nuovo impegnata nella rilevazione dei pescatori di acqua salata in tutta la nazione per aggiornare e migliorare le stime dei contributi economici complessivi della pesca (angling) ricreativa in mare all'economia statunitense.

"Il denaro che milioni di pescatori spendono in viaggi di pesca produce ogni anno decine di migliaia di posti di lavoro e miliardi di fatturato", ha detto Jane Lubchenco, sottosegretario al Commercio per gli oceani e l'atmosfera e amministratore NOAA. "L'indagine di quest'anno dà la possibilità ai pescatori di mare di aiutare la NOAA ad ottenere una immagine aggiornata ed accurata
di come la pesca ricreativa si traduce in vitalità economica e posti di lavoro per gli americani."

Lo studio economico più recente nel 2009 ha mostrato che le spese dei pescatori hanno generato 59 miliardi dollari in vendite e sostenuto più di 385.000 posti di lavoro.

NOAA e la comunità di pescatori ricreativi (anglers) in mare hanno bisogno di dati economici tempestivi per aiutare a valutare l'importanza economica delle attività di pesca ricreativa. I dati offrono una visone più accurata agli effetti economici delle regolamentazioni della pesca e dei cambiamenti nell'ecosistema causati da eventi naturali o provocati dall'uomo. Le informazioni raccolte in questo studio contribuiranno a decisioni più informate su una varietà di questioni riguardanti la pesca ricreativa.

Durante tutto il 2011, la NOAA svolgerà una indagine su un campione casuale di oltre 15 milioni di pescatori di acqua salata in ciascuno dei 23 Stati costieri e Puerto Rico per il National Marine Recreational Fishing Expenditure Survey. L'indagine comprende un campione casuale di persone che pescano dalla riva, dai pontili, barche da charter o da imbarcazioni di proprietà privata. Le interviste sul campo sono iniziate e continueranno per tutto l'anno.

La NOAA e i suoi partner chiederanno ai pescatori quanto durano le loro uscite di pesca e quanto spendono per esche, carburante per la barca, ghiaccio, quote charter e altre spese. I pescatori saranno inoltre invitati a partecipare a un sondaggio che chiederà loro di stimare quanto hanno speso per beni durevoli come barche e attrezzatura da pesca utilizzate per la pesca in mare nei 12 mesi precedenti.

Fonte NOAA http://www.noaanews.noaa.gov/stories2011/20110222_saltwaterangling.html



APR membro della European Anglers Alliance

Berlino 25 gennaio 2011.
La European Anglers Alliance, dopo diversi mesi di collaborazione, ha formalizzato l'ingresso come membro associato italiano della Alleanza Pescatori Ricreativi.

E’ un traguardo importante che porta i pescatori ricreativi italiani in Europa permettendo così  ai pescatori associati ad APR di essere formalmente rappresentati a Brusselles. Sul versante italiano questo significa per  APR  lavorare con il supporto di 3 milioni di pescatori europei alle spalle.

La European Anglers Alliance è la organizzazione delle associazioni europee della pesca ricreativa in rappresentanza di 15 paesi.

La EAA è attiva dal 1994 ed operante preso le sedi comunitarie con personale professionale.


APR sarà presto presente sul sito EAA


Una prospettiva economica sullo sviluppo sostenibile della pesca ricreativa

Mentre l'Unione europea si muove verso la regolamentazione del settore ricreativo, i pescatori si trovano di fronte a un dilemma.
Alcuni pensano che più  'loro' sanno  su di noi, più 'loro' saranno in grado di gestire, regolamentare e limitare la nostra pesca.
Altri credono che, avendo a disposizione informazioni più autorevoli sull'importanza  sociale ed economica della pesca ricreativa (con lenza ed amo), e sul minimo impatto ambientale della stessa, saremo in grado di argomentare in modo più circostanziato contro regolamentazioni  infondate e controproducenti,  sviluppando in questo modo il settore della pesca ricreativa ed evitando sempre più  il principio di 'approccio precauzionale' che ci si ritorce contro in mancanza di dati o in presenza di dati discutibili.

E 'interessante a questo proposito osservare come le cose stanno evolvendo in altre parti del mondo che  già affrontano le stesse questioni.
Brad Gentner introduce il suo intervento in programma alla 6^ Conferenza Mondiale della Pesca Ricreativa - Berlino, 1-4 Agosto 2011

"Ho intenzione di parlare della assegnazione delle risorse ittiche tra pesca ricreativa e commerciale, problema  particolarmente sentito negli Stati Uniti per una serie di ragioni.

In primo luogo i pescatori ricreativi riconoscono che le allocazioni delle risorse di alto valore per la pesca ricreativa non sono abbastanza serie e non tengono conto del miglior uso delle risorse di pesca.
Per anni, i pescatori ricreativi sono stati tenuti fuori dalla allocazione di risorse in base a dati  'storici',  mancando dati reali sulle catture.
Ora invece, gli economisti e la legislazione sulla gestione delle risorse degli Stati Uniti, insistono sul fatto che deve essere preso in  considerazione il valore economico nel procedimento di allocazione delle risorse.

Il secondo problema ha a che fare con la crescente popolarità delle quote come strumento di gestione della pesca commerciale. Le quote negli Stati Uniti portano risorse ai pescatori commerciali senza richiedere alcun pagamento e mantengono il mercato delle quote blindato tra i soli pescatori commerciali attualmente in attività di pesca.

Attualmente, questi programmi vengono promossi dal Governo e da gruppi di ambientalisti come un modo per ottenere grandi inattesi guadagni,  un modo per blindare le allocazioni e un modo per ottenere il settore ricreativo fuori dalla loro area.
Di tutto ciò il settore ricreativo è particolarmente spaventato  e sta chiedendo che per le allocazioni delle risorse venga  ripristinato il sistema che considera il valore economico prima che siano implementate quote per il settore ricreativo o sia permesso al settore ricreativo di acquistare quote commerciali.

Se nessuna di queste richieste sarà soddisfatta, il settore ricreativo è disposto a portare in tribunale il programma di allocazione per quote. Affronterò l'argomento  utilizzando un certo numero di casi studio riguardanti  la pesca alla cernia e al red snapper
. "

http://worldrecfish.org/index.php?option=com_content&task=view&id=50&Itemid=70




FAO - The State of World Fisheries and Aquaculture 2010

Consumo di pesce al massimo storico - Non migliora lo stato degli stock ittici mondiali. Rapporto FAO analizza ultimi dati e tendenze

Roma, 31 gennaio 2011 - A livello mondiale il contributo dei prodotti ittici alla dieta ha raggiunto in media la cifra record di quasi 17 kg a persona, fornendo ad oltre tre miliardi di persone il 15 per cento almeno dell'apporto medio di proteine animali.

Questo incremento è dovuto principalmente alla continua crescita della pesca d'allevamento, che secondo il rapporto FAO "Lo stato della pesca e dell'acquacoltura nel mondo"(SOFIA 2010) pubblicato oggi, supererà presto la pesca di cattura nel consumo di pesce.  Il rapporto sottolinea inoltre che non migliora lo stato degli stock ittici mondiali.


Secondo il rapporto FAO, la pesca e l'acquacoltura nel complesso danno occupazione a circa 540 milioni di persone, vale a dire l'otto per cento della popolazione mondiale.  Mai prima d'ora si è registrato un così alto consumo di prodotti ittici e mai prima d'ora così tante persone sono state coinvolte nel settore o dipendono da esso.

I prodotti ittici continuano ad essere le derrate più scambiate sui mercati, e nel 2008 hanno raggiunto l'ammontare record di 102 miliardi di dollari, un incremento del nove per cento rispetto al 2007.

La percentuale complessiva di stock ittici oceanici sfruttati in eccesso, esauriti o in fase di ricostituzione non è diminuita, secondo il rapporto, al contrario si stima sia leggermente più alta che nel 2006.  Circa il 32 per cento degli stock ittici mondiali risultano sfruttati in eccesso, esauriti o in fase di ricostituzione, e secondo il rapporto necessitano di ricostituirsi al più presto.

Leggi sul sito FAO




Sea Bass on the move

Una collaborazione anglo-francese per la ricerca tramite un programma di tagging sugli spostamenti delle spigole tra il golfo di Biscaglia a sud e il mare d'Irlanda e il canale d'Inghilterra a nord, darà importanti informazioni sul comportamento di questa specie popolare ed altamente migratoria.

In Bretagna il Parco Naturale Marino d'Iroise in collaborazione con IFREMER in Francia e CEFAS in Inghilterra ha lanciato un progetto di studio degli spostamenti e del comportamento delle spigole che concretizza la finalità di una migliore gestione delle specie ittiche. La spigola è una specie molto popolare, ricercata sia dai pescatori professionisti che da quelli ricreativi ma si sa molto poco delle sue dinamiche di spostamento e di comportamento.

Viene richiesto il coinvolgimento e la collaborazione dei pescatori ai quali viene riconosciuta una ricompensa di 100 Euro per la riconsegna di pesci integri con tag.

Da Fishing News - www.fishingnews.co.uk



 

Haro sur le Bar!

Documentario francese sulla spigola. Un film Erwan Guillermic e David Morvan

.

 

Un documentario francese di 26 minuti  sulla pesca alla spigola (taglia minima in Francia 36 cm, in Italia 25)  che si sospetta  non sostenibile. 
Il documentario è incentrato sulla pesca industriale e sulla pesca ricreativa, sui consumatori, su IFREMER,  le ispezioni, le vendite etc.
http://regions.france3.fr/littoral/voir-les-emissions/haro-sur-le-bar-0

La spigola, pesce emblematico delle nostre coste, tenderebbe a scomparire. Secondo i pescatori ricreativi  i responsabili di questa situazione sarebbero le navi industriali che fanno in inverno pesca mirata alla spigola, durante il  periodo di riproduzione.

Fino ad oggi questa specie è catturata senza alcuna reale politica di gestione. Le imbarcazioni da diporto e i pescherecci a strascico sono i predatori più significativi, ma palangari, pescherecci con reti a circuizione e reti da posta sono altrettanto invasivi.

Il film offre un confronto tra le opinioni di tutte le parti interessate del settore (stakeholders), e in tal modo indaga sul futuro della specie.

Fino a poco tempo, lo stato delle risorse è stata considerata buona dal ICES  -  International Council for the Exploration of the Sea (Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare)  - ma non è impossibile che l'Istituto non ritenga di modificare il suo parere quando dovrà nuovamente pronunciarsi nel 2011. In un contesto di calo di stock ittici mondiali (FAO) e con il consumo  di spigola d'allevamento che ha già superato quella della specie selvatica, si deve considerare il destino di questa specie, un elemento fondamentale  per l'equilibrio dei  nostri litorali.



 


L’accordo con la Cina sul salmone d'allevamento scozzese accelererà la morte di salmoni e trote di mare.  La Salmon & Trout Association (S & TA) mette in evidenza i pericoli di un accordo commerciale.

 

Il Primo Ministro Scozzese Alex Salmond ha dichiarato che il settore ittico scozzese potrebbe dover  raddoppiare la produzione di salmone per soddisfare la domanda cinese, a seguito della firma in un nuovo accordo commerciale.
Il presidente di S & TA, Paul Knight, dichiara: "è sicuramente prematuro e irresponsabile  segnalare tale enorme aumento nella produzione di salmone d'allevamento prima che  governo scozzese e  industria del pesce abbiano  affrontato i problemi esistenti causati dagli allevamenti ittici. Questi includono il trasferimento di mortali parassiti, i pidocchi di mare,  tra pesci di allevamento e pesci selvatici, e la diluizione della integrità genetica delle nostre risorse ittiche autoctone attraverso il loro incrocio con esemplari fuggiti dagli allevamenti. "


Continua Mr. Knight  "Applaudiamo l'atteggiamento e l'onestà del Ministro britannico della pesca, Richard Benyon, che ha riconosciuto che l'allevamento del salmone scozzese ha avuto un impatto negativo sugli stock di pesce selvatico. Auspichiamo un approccio altrettanto onesto dal governo scozzese e dalla Associazione dei Produttori di salmone scozzese ".

http://www.telegraph.co.uk/foodanddrink/foodanddrinknews/8248427/Fishing-minister-attacks-salmon-farming-industry.html

Note:
1) La Salmon & Trout Association (S & TA) è stata istituita nel 1903 per affrontare il danno recato ai fiumi con gli effetti inquinanti della rivoluzione industriale. Per 107 anni, l'Associazione ha lavorato per la protezione della pesca, degli stock ittici e dell'ambiente acquatico in generale in nome della pesca sportiva e ricreativa. Per ulteriori informazioni visitate il sito www.salmon-trout.org

 

2) Problemi connessi con l'allevamento del salmone
La stragrande maggioranza scientifica è del parere che gli allevamenti di salmone rappresentano una minaccia per salmonidi selvatici, tra cui la trota di mare e il salmone Atlantico, dei quali si registra un forte calo a partire dal 1970 nonostante le importanti riduzioni dello sforzo di pesca ed altre misure per proteggere i pesci selvatici. http://www.iucnredlist.org/sotdfiles/salmo-salar.pdf





Esperti di pesca d'accordo sui primi orientamenti globali sulla riduzione dei rigetti di pesca

I pescatori necessitano di nuovi metodi per  catturare solo i pesci obiettivo.

Roma, 14 GENNAIO 2011  - I primi orientamenti per la gestione globale di catture accidentali e la riduzione dei rigetti in mare di pesca sono stati rilasciati oggi dalla FAO. Le linee guida che coprono tutti i tipi di catture accessorie, compresi i rigetti, cioè quei pesci che vengono catturati accidentalmente e poi ributtati in mare morti o morenti. La mancata gestione delle catture accessorie minaccia la sostenibilità a lungo termine di numerose attività di pesca e influenza negativamente l’intero settore della pesca.

"Questi sono i primi orientamenti per coprire tutte le specie che finiscono negli attrezzi da pesca", ha detto l’esperto di tecnologia della pesca della FAO Frank Chopin. "Le linee guida estendono i principi di gestione della pesca a tutte le specie e a tutte le aree di interesse. Anche se il codice di condotta per una pesca responsabile già richiama le catture accessorie e i rigetti in mare, queste linee guida elaborano in modo più chiaro i metodi per affrontare le catture accessorie nell’esercizio della pesca". Le linee guida sono un altro passo importante verso l'applicazione di un approccio ecosistemico alla gestione della pesca. Gli impatti sociali, economici e biologici di tali linee guida che sottolineano l’importanza di fare una valutazione della situazione, devono essere studiati caso per caso.

Fonte: UN FAO
Per approfondimenti
UN FAO news, International Development News Today,

Attraverso FISHFIGHT,  Angling Trust, la associazione inglese che rappresenta gli interessi di oltre un milione di pescatori ricreativi in mare, evidenzia la posizione della pesca ricreativa:

Riconosciamo la necessità di una radicale riforma della politica comune della pesca e incoraggeremo qualsiasi campagna che mette come priorità la riduzione della mortalità dei pesci e la riduzione dei rigetti attraverso metodi di pesca più selettivi..
La necessità di ripristinare gli stock ittici al loro stato di possibilità naturale è  nostra priorità.

La pesca ricreativa o sportiva  è lo ‘sfruttamento’ di una risorsa ittica pubblica con il minore  impatto sugli stock, permette la conservazione altamente selettiva, insieme alla soddisfazione di praticare attività all’aperto. E’ obiettivo di Angling Trust  l'attuazione delle misure di gestione della pesca nell'UE e nel  Regno Unito il cui risultato porti al ripristino e all’incremento di pesci più grandi e appartenenti a tutte le classi di età.


http://www.fishfight.net/supporting-organisations/

www.anglingtrust.net





US - NY Supreme Court Rules Against Saltwater Fishing License

 

Dal Newsday del 16 dicembre 2010

Sette città di Long Island (NY) hanno vinto una causa contro l’obbligo di licenza nelle acque costiere dello stato di New York. La licenza, istitutita nell’ottobre del 2009 dal Dipartimento di Conservazione (DEC) Statale interviene  su pre-esistenti diritti di regolamentazione delle acque da parte delle amministrazioni locali. “E’ una tassa, niente altro che una tassa” dice Joseph Lombardo, assistente procuratore della città di Southampton.

Ma perché la licenza? La licenza è stata istituita al fine di ottenere dati sull’impatto dell’ attività di  pesca ricreativa in  mare nello stato di NY. Per andare incontro alle nuove richieste federali ed evitare l’obbligo di licenza il New Jersey sta lavorando per far passare un programma di registrazione gratuita,  che potrebbe facilmente essere implementato anche nello stato di New York, facendo così decadere  le motivazioni addotte per l’istituzione della licenza di pesca ricreativa in mare.

 

http://www.joinrfa.org/Press/NYLicenseRepeal_121610.pdf

http://www.newsday.com/long-island/suffolk/towns-win-fishing-license-suit-against-state-1.2545957




Implementazione di rete Natura 2000: esperienza olandese e italiana a confronto.


E' stato condotto uno studio sull'attuazione di rete Natura 2000 nei Paesi Bassi e in Italia. Da questa analisi, sono derivate raccomandazioni per aiutare gli altri Stati membri dell'UE ad implementare e gestire la rete, raccomandazioni che garantiscono agli enti locali  migliore informazione e comprensione di Natura 2000 e  migliore informazione su come bilanciare le esigenze ecologiche, sociali ed economiche.

 

L'obiettivo della rete Natura 2000 è quello di proteggere gli habitat e le specie minacciate, ma spetta ai singoli Stati membri dell'Unione europea ad implementare la legislazione nazionale e i metodi utilizzati per raggiungere tale obiettivo. Questo studio mette a confronto le esperienze di Paesi Bassi ed Italia con il recepimento e l'attuazione della direttiva Habitat, e con la designazione e la gestione dei siti Natura 2000, al fine di meglio comprendere i problemi che gli Stati membri devono affrontare durante tali processi. 
Nei Paesi Bassi, la conservazione della natura è stata ben approcciata già prima di Natura 2000 e ha raccolto obiezioni di alcune delle parti interessate, ad esempio per le questioni economiche dei proprietari terrieri.
Questa situazione contrasta con l'Italia, dove, fino al 1980, il concetto di conservazione era incentrato su valori culturali o estetici, piuttosto che su questioni ecologiche. 
Nonostante le differenze tra i due paesi  nel livello di sviluppo della gestione legata alla conservazione , Italia e Paesi Bassi riscontrato problemi simili per l' attuazione di Natura 2000. 
Adattare la legislazione esistente in alcuni casi ha causato difficoltà di interpretazione giuridica e discrepanze tra la legislazione comunitaria e nazionale. 
Gli autori suggeriscono che la formazione potrebbe aiutare le autorità locali e regionali a meglio integrare le esigenze di conservazione della natura con le esigenze di sviluppo sociale ed economico. U
na migliore comprensione dell'importanza delle sfide per l'attuazione della rete Natura 2000 per le competenti autorità nazionali e locali, potrebbe trasformare molti degli ostacoli  incontrati nel processo di attuazione in opportunità. 
1.
Vedi: http://ec.europa.eu/environment/nature/legislation/habitatsdirective/index_en.htm 
2. Vedi: http://ec.europa.eu/environment/nature/legislation/birdsdirective/index_en.htm 
Fonte: F. Ferranti, Beunen, R. & Speranza, M. (2010). Rete Natura 2000: un confronto delle esperienze di implementazione italiano e olandese. Journal of Environmental Policy & Planning. 12: 293-314.





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