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Martedì, 24 Marzo 2020 10:33

Comunicazione 2022

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Per dieci anni la notizia della ennesima proroga di validità della Comunicazione obbligatoria per la pesca ricreativa in mare è stata importante e da dare tempestivamente.

Una notizia progressivamente diventata utile soprattutto a discutere di come lo Stato si occupa della pesca ricreativa.
La Comunicazione non ha mai funzionato e ha progressivamente perso il poco peso che ha avuto sin dall'inizio. Il sistema di rilevazione è stato da subito sbagliato e inefficace. I controlli sono stati inconsistenti, ci sono state molte eccezioni, proroghe di validità e dimenticanze da parte del Ministero con conseguenti periodi di vacanza normativa.
Poi ci sono stati i tentativi di trasformare la Comunicazione in una licenza a pagamento e con destinazione dei proventi alla pesca professionale.
Quando la UE ha iniziato a occuparsi più seriamente di pesca ricreativa si è considerato forse che era opportuno aspettare per avere qualcosa di più solido e anche condiviso.
Da poco tempo la stessa UE dopo essersi concentrata esclusivamente sui mari della costa settentrionale del continente ha iniziato a lavorare sul Mediterraneo, sono iniziate le prime ricerche sul campo anche lungo le nostre coste e sono uscite le prime proposte per la valutazione dell'attività.
Tra queste ovviamente troviamo un sistema di registrazione dei pescatori, che per noi suona come necessità di un rinnovamento del meccanismo maldestramente adottato con la attuale Comunicazione.
Non sono cose che si fanno velocemente ed è verosimilmente un caso che, con più di due mesi di ritardo rispetto alla scadenza dell'ultima proroga, a inizio marzo le decisioni del Ministero corrispondano all'emergenza pandemica che ha imposto un completo divieto di pesca ricreativa.
La proroga è quindi stata decisa non come di consueto su base annuale ma addirittura triennale.
Questo da una parte potrebbe indicare la consapevolezza che è insulso andare ancora avanti con le proroghe inutili mentre suggerisce anche la prospettiva che in questo lasso di tempo possano esserci novità reali e nuove norme dotate di una qualche efficacia. Visto che il sistema attuale si è dimostrato incapace anche solo di dare numeri affidabili su quanti pescatori siano attivi nei nostri mari, questa come le precedenti proroghe serve solo a prendere tempo o in altre parole a mantenere un residuo di dignità istituzionale e di continuità normativa.
Siamo in molti ad avere ancora in tasca un foglietto di carta che autorizza alla pesca, ormai consunto anche se è restato sempre fermo nel portafogli.
Forse questa è alla fine la proroga più sensata di tutte quelle che l'hanno preceduta anche se non per merito di chi l'ha emessa ma per l'occasione fornitagli dagli eventi.
La nuova scadenza è quindi il 31 dicembre 2022 e viene da chiedersi se qualcosa accadrà prima o molto più probabilmente cosa accadrà a inizio 2023 se anche allora non ci sarà una ulteriore proroga.
La data è lontana ma non così tanto considerando che in tutto alla nuova scadenza saranno stati 12 anni di proroghe.

 

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