FacebookTwitter
Venerdì, 15 Aprile 2011 08:14

Agonismo in deroga -aggiornamento-

Come riportato dal sito della FIPSAS, - “su richiesta della FIPSAS, la Direzione Generale della Pesca Marittima e dell'Acquacoltura del MIPAAF ha deciso che nelle manifestazioni e gare di pesca sportiva autorizzate dagli organi competenti, è consentita la detenzione di specie sotto misura, a condizione che gli esemplari siano mantenuti allo stato vivo e successivamente reimmessi in mare.”

Il provvedimento viene definito un "traguardo storico" per la pesca agonistica italiana.

Abbiamo ricevuto dalla FIPSAS una lettera di diffida che ci accusa di "spargere notizie e valutazioni lesive" della Federazione stessa intimandoci di 'togliere dalla circolazione il documento'.
In seguito a questa iniziativa, e non ritenendo politicamente corretta la richiesta di 'togliere dalla circolazione il documento'  l'articolo pubblicato su questa pagina è adesso sostituito come segue,  per le motivazioni riportate in calce.

Pubblicato in News
Domenica, 13 Marzo 2011 09:45

Agonismo in deroga

"Traguardo storico" per la pesca agonistica italiana.

Come riportato dal sito della FIPSAS, - “su richiesta della FIPSAS, la Direzione Generale della Pesca Marittima e dell'Acquacoltura del MIPAAF ha deciso che nelle manifestazioni e gare di pesca sportiva autorizzate dagli organi competenti, è consentita la detenzione di specie sotto misura, a condizione che gli esemplari siano mantenuti allo stato vivo e successivamente reimmessi in mare.” -

I pesci sottomisura che sono a tutti gli effetti delle catture indesiderate, per gli agonisti non lo sono più. Da ora in avanti, proprio gli agonisti,  avranno un grandissimo interesse a catturarli. Questo inevitabilmente, insieme al trattenimento fino a fine gara, produrrà un surplus di mortalità su pesci che per tutti gli altri sono da trattare con la massima cura, evitandone per quanto possibile la cattura e reimmettendoli immediatamente in acqua.

Pubblicato in News
Domenica, 06 Marzo 2011 08:27

Divieto di rigetto (discard)

Il Commissario Damanaki propone l’introduzione graduale del divieto di rigetto (discard)

Martedi, 1 marzo 2011 15:20

Il commissario europeo responsabile degli Affari marittimi e della pesca, Maria Damanaki , ha organizzato un incontro  di 'alto livello' sul divieto dei rigetti in mare, nel contesto della riforma della politica comune della pesca (PCP).

Ha invitato i membri del Parlamento europeo, i ministri della pesca dell'UE e la Corte dei conti per una discussione politica informale che andrà ad alimentare il dibattito formale sulla riforma della PCP a cui la Commissione Europea sta lavorando.
Maria Damanaki ha detto: "La questione dello scarto (discard)  è  una sfida chiave nella gestione della pesca. Nel 2004, la FAO ha stimato che 7,3 milioni di tonnellate, cioè l'8% del totale delle catture di pesce sono state scartate. Alcuni di voi potrebbero pensare che questo dato non è così impressionante. Permettetemi di fornire alcuni dati, relativi alla pesca europea, che dimostrano che stiamo facendo molto peggio rispetto alla media mondiale: nella pesca del pesce bianco fino  metà del pescato viene rigettato in mare e nella pesca di pesci piatti lo scarto sale fino a circa il 70% delle catture.

"Sicuramente sarete d'accordo con me che queste cifre sono allarmanti. Devo mettere bene in chiaro: io considero i rigetti in mare non dal punto di vista etico, ma come uno spreco di risorse naturali e uno spreco di energie per i pescatori. Vorrei andare oltre. Oltre le nostre convinzioni o principi,  queste cifre non sono più giustificabili dal momento che i nostri stock sono in declino

"Se continuiamo con la nostra politica, ci confronteremo presto con  una situazione in cui la capacità produttiva degli ecosistemi marini sarà fortemente a rischio.

"Se continuiamo con la nostra politica, lo scarto eroderà la base economica dei nostri pescatori e le risorse delle nostre regioni costiere saranno erose. Saranno i pescatori e le loro famiglie a pagarne  il conto. Se continuiamo la nostra politica, i consumatori si allontaneranno dai pesci, perché, prima o poi, riceveranno una immagine negativa di spreco delle nostre risorse naturali.

"Dobbiamo evitare questo in tutti i modi. Fino ad ora  abbiamo cercato di affrontare i rigetti in mare con le misure tecniche. Ma dobbiamo essere onesti, se continuiamo in questo modo è come curare una malattia grave con l'aspirina. Dobbiamo riconoscere che la nostra politica a volte dà incentivo ai rigetti. Sono quindi convinta che dobbiamo iniziare a pensare fuori dagli schemi.

"Per affrontare efficacemente i rigetti abbiamo bisogno di cercare nuovi sistemi  per andare avanti. Sto considerando di proporre un divieto di rigetto nel quadro delle proposte di riforma della PCP. E mentre dico questa parola - divieto di rigetto - a voce alta, sono consapevole che alcuni di voi non vogliono sentir parlare di tale divieto, mentre altri già supportano questa idea. Voglio farvi notare che se non affrontiamo questo problema adesso, tornerà a perseguitarci. Sarebbe un vero peccato perdere questa opportunità  della prossima riforma della PCP per trovare una nuova strada per il futuro.

"Abbiamo cercato di mettere questa nuova via di progresso in un breve documento, che tutti voi avete ricevuto,  con una serie di idee su come implementare in modo efficace il divieto di rigetto.

"Lasciatemi rapidamente delineare le idee di base. La mia idea è quella di avere un approccio graduale. Per esempio possiamo iniziare con la pesca pelagica, e quindi coprire un paio di importanti attività di pesca mista  dopo una breve fase di "rodaggio". L'elenco delle specie oggetto di un divieto di rigetto potrebbe poi essere ampliato anno in anno.

"La domanda si riferisce quindi a quale sistema di gestione di scegliere, al fine di gestire gli stock ittici. Una possibilità sarebbe quella di gestire solo le nostre attività di pesca mista con un sistema di sforzo. L'idea è quella di preservare la stabilità relativa, traducendo la stabilità relativa in quote  in una stabilità relativa  dello sforzo di pesca mista. Tale sistema di gestione è relativamente semplice, tutte le catture dovrebbero essere sbarcate. Il controllo è  facile così come  il tempo trascorso in mare può essere facilmente controllato dal sistema di controllo satellitare.

"Un'altra possibilità è il sistema delle quote di cattura con contingenti di catture accessorie. Tutte le catture dovrebbero essere imputate alle quote e in seguito  contro il contingenti di catture accessorie. In un tale sistema è  necessario che gli Stati membri assegnino le quote in linea con le catture reali possibili delle loro navi. Un sistema di quote  avrebbe bisogno di garanzie di funzionamento perché è più complicato.

"Qualunque sia il sistema scelto, alla fine, sia che si tratti di gestione dello sforzo o del sistema di quote di cattura, un divieto di rigetto è una esigenza di coerenza in tutte le norme della PCP. Abbiamo bisogno di coerenza nelle misure di mercato. Anche i pilastri di controllo della PCP, saranno molto importanti. Avremo bisogno di CCTV o di osservatori a bordo dei pescherecci al di sopra di una certa lunghezza.

"Lo dobbiamo  al  settore della industria della pesca di fare qualcosa per gli scarti. In realtà la stessa industria ha già capito, come dimostrano i provvedimenti già presi in riferimento alla progettazione di attrezzi più selettivi. Ci sono molti buoni esempi come il progetto del 50% nel Regno Unito, il progetto degli scampi nel  Golfo di Guascogna così come i progetti in Svezia e Danimarca. Il divieto di rigetto potrebbe ulteriormente incentivare queste iniziative molto buone.

"Abbiamo bisogno di discutere un divieto di rigetto come parte della riforma della PCP. La nuova PCP deve diventare una politica che ha la sostenibilità scritta su di essa. Se non la si fa finita con gli scarti allora non merita di essere considerata ‘sostenibile’.

Ma non facciamo errori,  sono  consapevole della complessità di questa sfida. Per questo mi piacerebbe avere una discussione aperta con voi su tutti questi elementi in modo che possiamo identificare un modo costruttivo per il futuro. Se riusciamo a trovare qualche soluzione qui, allora dobbiamo aprire una consultazione più ampia che coinvolga tutti gli Stati membri, i soggetti interessati ei cittadini " ha concluso la Signora  Damanaki.

http://www.fishnewseu.com/latest-news/world/5340-damanaki-proposes-gradual-phasing-in-of-a-discard-ban.html

Versione scaricabile qui
Pubblicato in Newsflash
Domenica, 06 Marzo 2011 08:19

In Italia a parlare di Squali

In Italia, a parlare di squali!

Denis Kelly, Segretario del SSACN 'The Scottish Sea Angling Conservation Network' è stato in visita alla prestigiosa Scuola Lingue Estere dell'Esercito, a Perugia,  per parlare di conservazione delle risorse marine, del tagging agli squali e della tremenda pratica dello shark finning, la asportazione delle pinne di squalo.
Il primo giorno Denis ha avuto un incontro con il Generale di Brigata De Lutzio che ha detto che base dell'invito non è solo la materia trattata nei colloqui, ma il linguaggio in essi contenuto, nonché il messaggio di  conservazione, sostenibilità e responsabilità di ogni individuo nella presa di coscienza che il nostro ambiente marino è in declino a causa del sovrasfruttamento delle sue risorse.

Questo tipo di evento non è stata solo una prima assoluta per SSACN e SSTP, ma anche una prima per la stessa scuola, è infatti la prima volta che alla scuola una conferenza viene tenuta da personale non militare

La passione degli studenti per la lingua inglese e il loro interesse per la materia, ha generato molte domande relative alla tecnologia utilizzata nel tagging, agli eventuali aiuti del governo scozzese, alla gestione del SSACN.

Tali domande hanno  permesso a Denis di evidenziare il livello di impegno e il contributo dei volontari SSACN, dei Soci e di tutti i pescatori che vi partecipano, nonché l'appoggio ricevuto dai vari media e il sostegno trasversale ricevuto nel Parlamento scozzese .

Durante la discussione sulla aberrante pratica di asportazione delle pinne, è stato chiesto se è vero che la zuppa di pinne di squalo è un afrodisiaco - Denis  ha informato che esiste un farmaco da banco, molto più economico e  molto più efficace - sciogliendo così la tensione per la nuova esperienzatra le risate generali.
Per concludere la giornata, Denis ha cenato con il Generale di Brigata De Lutzio ed il tenente colonnello Luppa, un onore concesso normalmente solo a personale permanente.


http://www.ssacn.org/talking-sharks-in-italy

Pubblicato in Newsflash
Domenica, 06 Marzo 2011 08:00

Contributi della Pesca Ricreativa in mare

La NOAA  inizia il Sondaggio Nazionale dei Contributi Economici della Pesca Ricreativa in mare

22 Febbraio 2011 - La NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration - United States Department of Commerce)  è di nuovo impegnata nella rilevazione dei pescatori di acqua salata in tutta la nazione per aggiornare e migliorare le stime dei contributi economici complessivi della pesca (angling) ricreativa in mare all'economia statunitense.

"Il denaro che milioni di pescatori spendono in viaggi di pesca produce ogni anno decine di migliaia di posti di lavoro e miliardi di fatturato", ha detto Jane Lubchenco, sottosegretario al Commercio per gli oceani e l'atmosfera e amministratore NOAA. "L'indagine di quest'anno dà la possibilità ai pescatori di mare di aiutare la NOAA ad ottenere una immagine aggiornata ed accurata
di come la pesca ricreativa si traduce in vitalità economica e posti di lavoro per gli americani."

Lo studio economico più recente nel 2009 ha mostrato che le spese dei pescatori hanno generato 59 miliardi dollari in vendite e sostenuto più di 385.000 posti di lavoro.

NOAA e la comunità di pescatori ricreativi (anglers) in mare hanno bisogno di dati economici tempestivi per aiutare a valutare l'importanza economica delle attività di pesca ricreativa. I dati offrono una visone più accurata agli effetti economici delle regolamentazioni della pesca e dei cambiamenti nell'ecosistema causati da eventi naturali o provocati dall'uomo. Le informazioni raccolte in questo studio contribuiranno a decisioni più informate su una varietà di questioni riguardanti la pesca ricreativa.

Durante tutto il 2011, la NOAA svolgerà una indagine su un campione casuale di oltre 15 milioni di pescatori di acqua salata in ciascuno dei 23 Stati costieri e Puerto Rico per il National Marine Recreational Fishing Expenditure Survey. L'indagine comprende un campione casuale di persone che pescano dalla riva, dai pontili, barche da charter o da imbarcazioni di proprietà privata. Le interviste sul campo sono iniziate e continueranno per tutto l'anno.

La NOAA e i suoi partner chiederanno ai pescatori quanto durano le loro uscite di pesca e quanto spendono per esche, carburante per la barca, ghiaccio, quote charter e altre spese. I pescatori saranno inoltre invitati a partecipare a un sondaggio che chiederà loro di stimare quanto hanno speso per beni durevoli come barche e attrezzatura da pesca utilizzate per la pesca in mare nei 12 mesi precedenti.

Fonte NOAA http://www.noaanews.noaa.gov/stories2011/20110222_saltwaterangling.html

Pubblicato in Newsflash
Puoi sostenere il lavoro di APR
con una donazione
Poster UE
Pesci del Mediterraneo
Clicca sulle immagini per scaricare i pdf

-

Glossario scientifico GFCM in inglese