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L’Unione Europea ha ufficialmente esteso le misure  per proteggere dalla pesca lo Squalo Smeriglio, come specie minacciata. Riscontrando lo stato di conservazione della specie che risulta in esaurimento, la UE ha riconosciuto che i precedenti livelli di protezione erano insufficienti perché non venivano applicati in tutte le acque europee.

Con la Regolamentazione emendata la pesca dello Smeriglio è adesso vietata in tutte le acque europee compreso il Mediterraneo e per tutte le imbarcazioni europee che pescano in acque internazionali. Inoltre gli smerigli catturati accidentalmente devono adesso essere immediatamente rilasciati.
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Mercoledì, 02 Novembre 2011 20:37

Damanaki a Grimond Room

Il Commissario Maria Damanaki spiega, al Parlamento Inglese, la riforma della Politica Comune della Pesca e risponde ad alcune domande.

27 ottobre 2011 - Grimond Room
Riunione iniziata alle 10.57 e terminata alle 12.27
Riforma della Politica Comune della Pesca
Maria Damanaki, Commissario, Direzione Generale Affari marittimi e pesca, Commissione Europea

 

 

Il Commissario Damanaki è stato ascoltato dalla commissione per l'ambiente,l'alimentazione e gli affari rurali del Parlamento britannico sulle proposte della Commissione per una riforma della politicacomune della pesca dell'UE.
Le domande dei membri del Parlamento  hanno riguardato una vasta gamma di aspetti: la proposta della Commissione per l'introduzione graduale del divieto  di rigetto, i modi di ridurre la sovra capacità della flotta UE, l'introduzione di un sistema di concessioni di pesca trasferibili e la fine dei sussidi per la dismissione, il ruolo dei Consigli Consultivi Regionali  (RACs) e delle organizzazioni dei produttori, i nuovi accordi di pesca sostenibile con i paesi terzi.

 

E' stato affrontato inoltre l'impatto sociale della riforma proposta e il  Commissario Damanaki ha descritto come si intende finanziare il settore della pesca ed in particolare di quello di piccola scala ,  nella transizione verso una pesca sostenibile.


Vai alla registrazione video del meeting.

Leggi alla fonte.

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Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo alla politica comune della pesca. Luglio 2011

Pubblicato in Documenti Unione Europea

La Commissione Ambiente della  UE pubblica in data 14/10/2011 il documento di lavoro sul "Rapporto tra la valutazione iniziale delle acque marine e i criteri per il buono stato ambientale" redatto a sostegno all'attuazione della direttiva quadro sulla strategia marina. 

Lo scorso 1 settembre 2010 la Commissione aveva definito i  "Criteri per il raggiungimento del buono stato Ecologico", come riportato sul Comunicato Stampa allora emanato di cui riportiamo più sotto qualche stralcio.

Insieme questi due documenti forniscono una migliore comprensione della Direttiva consentendo così agli Stati membri dell'Unione di adottare le misure necessarie per conseguire un buono stato dell'ambiente marino entro il 2020.


Comunicato Stampa, Bruxells 01 settembre 2010 (IP/10/1084)
Mari europei: la Commissione definisce i criteri per raggiungere il buono stato ecologico

La Commissione europea ha adottato oggi una decisione che definisce i criteri necessari per raggiungere il buono stato ecologico dei mari europei. Grazie a questi criteri, gli Stati membri potranno mettere a punto strategie coordinate per la protezione dell'ambiente marino all'interno di ciascuna regione marina, in modo da garantire la coerenza delle azioni e la comparabilità dei progressi ottenuti nelle varie regioni. La definizione dei criteri è richiesta dalla direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, finalizzata a raggiungere il buono stato ecologico di tutte le acque marine dell'UE entro il 2020.

Janez Potocnik, commissario europeo per l'ambiente, ha dichiarato in proposito:

"Vogliamo che i nostri mari siano produttivi e in buono stato di salute. La decisione odierna è il primo passo verso la definizione di obiettivi precisi per il raggiungimento del buono stato ecologico. L'adozione della decisione sui criteri per il buono stato ecologico durante l'Anno internazionale della biodiversità è un ulteriore passo avanti nello sviluppo della strategia UE a favore della biodiversità dopo il 2010.".

[...]

L'obiettivo del 2020 per il buono stato ecologico

Con "buono stato ecologico" si intende che lo stato ambientale complessivo delle acque marine è tale da consentire l'esistenza di oceani e mari dinamici e diversificati dal punto di vista ecologico, in buono stato di salute e produttivi. Lo sfruttamento dell'ambiente marino deve essere contenuto entro livelli sostenibili per salvaguardare il potenziale di utilizzi e attività della generazione attuale e di quelle future. Questo significa che occorre tenere pienamente conto della struttura, delle funzioni e dei processi degli ecosistemi marini, proteggere le specie e gli habitat marini ed evitare il declino della biodiversità causato dall'uomo.

Per raggiungere l'obiettivo fissato dall'UE di raggiungere il buono stato ecologico di tutte le acque marine entro il 2020, gli Stati membri devono mettere a punto strategie che si traducano in piani d'azione per applicare un approccio ecosistemico alla gestione delle attività umane. Il buono stato ecologico deve essere stabilito a livello delle regioni o sottoregioni marine sulla base degli 11 descrittori qualitativi dell'ambiente marino specificati nella direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino. La cooperazione regionale è essenziale in tutte le fasi di attuazione della direttiva.

 

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Progetto “Gestione sostenibile delle popolazioni di Cormorano”

Come proseguono i lavori?

In previsione del prossimo incontro degli stakeholders previsto per la seconda metà di ottobre 2011 è stato fatto circolare il report dei lavori del gruppo di collegamento degli stakeholders che si sono svolti dal 4 al 6 aprile 2011.

Aggiornamento 14 dicembre 2011: La piattaforma CORMAN è disponibile sul sito della DG AMBIENTE della Commissione Europea

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Venerdì, 30 Settembre 2011 19:02

Illegalità - Reti da Posta derivanti

La Commissione europea invita l'Italia ad adottare le misure necessarie per ottemperare ad una decisone della Corte di giustizia dell' ottobre 2009 per aver continuamente utilizzato illegalmente in Italia reti da posta derivanti. La Corte ha constatato che l'Italia aveva omesso di effettuare gli adeguati controlli e necessari a  far rispettare il divieto comunitario sull'uso di reti da posta derivanti.
La Commissaria Damanaki ha dichiarato: "La salvaguardia degli stock ittici e l'eliminazione delle pratiche dipesca illegale sono le priorità fondamentali per l'UE e sono profondamente dispiaciuta di assistere da lungo tempo in Italia ad una violazione del divieto di utilizzo di reti da posta derivanti. La pesca con attrezzi illegali quali reti da posta derivanti è altamente distruttiva, rovina gli habitat marini, mette in pericolo la fauna ittica e la pesca sostenibile. Le pratiche di pesca illegale minacciano il reddito dei pescatori onesti e le comunità costiere - e il futuro di tutta la pesca.  Pertanto, nell'interesse di tutti, l'attuazione e l'applicazione delle regole sono il cuore della nostra politica. "
Nonostante i continui richiami all'Italia agli obblighi di monitoraggio e di applicazione per quanto riguarda le reti da posta derivanti illegali, le recenti ispezioni in loco non hanno mostrato alcun miglioramento significativo rispetto alla situazione precedente alla sentenza della Corte. I controlli della Commissione indicano che tali reti vengono ancora utilizzate illegalmente in Italia in gran numero, e che le azioni adottate dalle autorità nazionali non sono né sufficienti, né abbastanza efficaci per scoraggiarne l'uso.
Se non verranno intraprese azioni soddisfacenti entro due mesi dal ricevimento della lettera della Commissione, la Commissione può sottoporre il caso alla Corte di giustizia, questa volta chiedendo alla Corte di infliggere significative sanzioni pecuniarie all' Italia in conformità con le
norme del Trattato.

Fonte: http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/damanaki/headlines/press-releases/2011/09/20110929_en.htm

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Londra, 27 agosto. L'Assemblea Generale della European Anglers Alliance approva la Risoluzione EAA sul Tonno Rosso.

La gestione del Tonno Rosso è un tema molto dibattuto ad ogni livello in ambito di politica della pesca europea ed internazionale. "Il tonno rosso deve diventare icona di sostenibilità" come tengono a precisare i numerosi ricercatori coinvolti nel progetto GBYP dell'ICCAT, il principale programma a livello internazionale di studio ai fini del recupero di popolazioni stabili di questa specie.

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Venerdì, 23 Settembre 2011 11:50

RACMED - Gruppi di lavoro - Malta, settembre 2011

CCR MED - RACMED - CONSIGLIO CONSULTIVO REGIONALE DEL MEDITERRANEO - SETTEMBRE 2011

Nei giorni 20 e 21 settembre 2011 si sono riuniti a Malta i gruppi di lavoro del RACMED (Riforma della Politica Comune della Pesca, Tonno Rosso, Pesce Spada) per elaborare una proposta da sottoporre al comitato esecutivo per l'approvazione e conseguente documento del RACMED di input alla Commissione UE.

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Sabato, 10 Settembre 2011 04:39

Ambiente Marino ed eutrofizzazione

E' stata identificata nella 'Direttiva quadro sulla  strategia per l'ambiente marino dell'UE' (MSFD 2008/56/CE) l'importanza di affrontare l'eutrofizzazione per migliorare la salute ecologica delle zone costiere e delle acque marine.

Un nuovo studio discute i possibili metodi per la valutazione e il monitoraggio dell'eutrofizzazione, tra cui gli indicatori da monitorare.
La Direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino (MSFD) ha individuato e descritto 11 aspetti del buono stato ecologico  per le acque marine che gli Stati membri dovrebbero monitorare. Uno di questi è l'eutrofizzazione di origine umana e i suoi effetti negativi, come la perdita di biodiversità, fioriture algali nocive e carenza di ossigeno.
La Commissione europea ha creato gruppi di lavoro al fine di fornire una guida per lo sviluppo di indicatori per ogni aspetto di un buono stato ambientale. Questo studio riassume il lavoro svolto dal gruppo responsabile  per gli aspetti della eutrofizzazione ed è stato sostenuta dalla Commissione europea.
Sulla base delle precedenti definizioni e la descrizione della MSFD, il gruppo ha adottato una definizione di eutrofizzazione che include il processo originato dai nutrienti ed i suoi effetti. Essi hanno identificato un certo numero di indicatori esistenti. Alcuni descrivono variazioni nei carichi di nutrienti, come azoto e fosforo, mentre altri descrivono gli effetti biologici, come ad esempio quantità di clorofilla nelle acque e abbondanza di alghe. Ci sono anche gli indicatori secondari, come bassi livelli di ossigeno disciolto e la perdita di vegetazione acquatica sommersa (SAV). In linea con la natura olistica della MSFD, la revisione raccomandata prevede di  utilizzare una combinazione di indicatori che consideri tutte le aree dal
fondale marino alla superficie. [...]
Una migliore conoscenza sul processo di eutrofizzazione è necessaria in termini di rapporto tra  concentrazione di nutrienti,  concentrazione di clorofilla e il loro impatto sugli ecosistemi, compresa la resilienza degli ecosistemi marini alla eutrofizzazione e dei loro meccanismi di recupero.

Leggi alla fonte: http://ec.europa.eu/environment/integration/research/newsalert/pdf/252na4.pdf

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Con decreto del 6 giugno le quote ricreative di tonno rosso sono passate da 50 a 10 tonnellate per ‘tamponare’ il sovra sfruttamento imputabile alla pesca con i palangari. Il 23 giugno, dopo la verifica di un ‘avanzo’ delle quote della pesca  a circuizione (che non ha esaurito quelle ad essa assegnate) con nuovo decreto vengono riportate a 50 tonnellate. Si perché la distribuzione delle quote è un mero calcolo contabile, un po’ a me un po’ a te purchè alla fine dei conti il totale nazionale venga rispettato.

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