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Domenica, 01 Novembre 2020 17:05

STOP a nuovo idroelettrico in Europa: un Manifesto.

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Le ONG chiedono alla UE di smettere di sostenere la realizzazione di nuovi impianti idroelettrici.

A seguito della Giornata Mondiale della Migrazione dei Pesci tenutasi lo scorso 24 ottobre (www.worldfishmigrationday.com) , 150 organizzazioni si sono unite per chiedere alle istituzioni europee di interrompere il finanziamento pubblico di nuovi progetti di idroelettrico in Europa.
Costruire altro idroelettrico contraddice gli obiettivi di biodiversità del Green Deal europeo visto il piccolo contributo che nuovi impianti porterebbero alla transizione energetica a fronte del danno ambientale che causerebbero. Le associazioni chiedono che gli investimenti pubblici vengano reindirizzati al miglioramento degli impianti esistenti, a misure di efficienza energetica, ad alternative energetiche di minore impatto come il solare e l'eolico.

La mobilitazione viene pochi mesi dopo che una nuova ricerca ha scoperto che dal 1970 l’Europa ha perso il 93% dei pesci migratori di acque dolci, in parte a causa dell'idroelettrico. Il 91% degli impianti esistenti e programmati sono considerati "piccoli" - ovvero con capacità inferiore a 10MW - e contribuiscono poco al bilancio energetico mentre il loro impatto ambientale è drammatico. Costruire nuovi impianti idroelettrici significherebbe distruggere gli ultimi fiumi europei che scorrono liberi e degradare ulteriormente i sempre più vulnerabili ecosistemi delle acque dolci.

Pubblichiamo qui una nostra traduzione non ufficiale in italiano del testo del manifesto.

Originale in inglese con l'elenco dei firmatari

STOP A NUOVO IDROELETTRICO IN EUROPA: UN MANIFESTO.

Per decenni in Europa sono stati costruiti impianti idroelettrici lungo i nostri fiumi, danneggiando una delle più preziose risorse per tutte le forme di vita sulla terra: fiumi ed ecosistemi di acqua dolce. E’ giunto il momento di mettere fine all’espansione dell’idroelettrico in Europa prima di annientare interi ecosistemi e tutti i servizi che essi forniscono alle persone e alla natura. Ulteriore idroelettrico porta un beneficio trascurabile nel passaggio alla neutralità climatica in EU e i suoi impatti irreversibili sulla biodiversità, sui paesaggi e anche, talvolta, sull’ pprovvigionamento idrico (1) non possono più essere giustificati.

L’IDROELETTRICO VERDE E’ UN MITO
L’idroelettrico incide pesantemente sugli ecosistemi delle acque interne, che sono già minacciate. Solo il 40% delle acque di superficie in EU (fiumi, laghi, zone umide, acque di transizione e costiere) sono in buono stato ecologico (2) e la popolazione delle specie di pesci migratori di acqua dolce è crollata del 93% dal 1970. (3)
La costruzione di impianti idroelettrici in Europa, incluso gli impianti mini e micro, ha conseguenze negative sui corsi dei fiumi, sulle migrazioni dei pesci, sulla perdita di habitat, sul trasporto dei sedimenti e sulla erosione, solo per citare i suoi impatti diretti, è direttamente contraria agli impegni espressi nella proposta della Strategia EU sulla Biodiversità di ripristinare 25000 km di continuità fluviale. Uno studio recente sugli effetti delle dighe nel bacino Mediterraneo mostra che l’idroelettrico, inclusi i piccoli impianti, è la causa principale della potenziale estinzione di specie ittiche. Lo studio riporta che “se l’espansione idroelettrica nella regione dovesse procedere come pianificato, il 74% (186) delle (251) specie ittiche d’acqua dolce a rischio verrebbero affette negativamente, con il 65% (163) destinate al declino solo a causa dei piccoli impianti idroelettrici” (4)
Costruire un impianto idroelettrico attraverso un fiume è paragonabile al soffocarlo, talvolta a morte. Non esiste idroelettrico verde.

I VANTAGGI DI NUOVO IDROELETTRICO IN EUROPA SONO TRASCURABILI

L’atteso contributo della pianificazione idroelettrica sulla transizione energetica è trascurabile.
Se anche tutti degli oltre 5.500 impianti idroelettrici pianificati in EU (in aggiunta agli oltre 19.000 esistenti) fossero costruiti, la quota parte della elettricità EU fornita dall’idroelettrico passerebbe dal 10% al 11.2-13.9%. (5) E questo contributo diventerà anche meno significativo andando nella direzione della quasi completa elettrificazione attraverso eolico e solare – direttamente o indirettamente – di settori quali trasporto, riscaldamento e industria. L’idroelettrico sta anche perdendo il suo vantaggio fiscale comparativo a causa di una regolamentazione più stringente, disponibilità del suolo e crescente rilevazione dei suoi gravi impatti ambientali che stanno facendo lievitare i costi di installazione, mentre i costi di alternative come il solare, eolico e di altre forme di stoccaggio dell’energia stanno rapidamente crollando.(6) La capacità dell’idroelettrico a contribuire a mitigare i cambiamenti climatici è anch’essa limitata. Il ciclo di vita delle emissioni di carbonio è genericamente sottostimato, dato che le emissioni derivanti dalla costruzione degli impianti e dalle emissioni di metano sono tipicamente ignorate. (7) In aggiunta, la carenza di acqua potrebbe ridurre la produzione idroelettrica complessiva in Europa (8), mentre la discontinuità fluviale creata dagli impianti idroelettrici riduce la capacità dei fiumi di mitigare gli impatti di siccità o piene (9) con effetti negativi sull’adattamento climatico.

PICCOLO NON E’ BELLO

Il 91% degli impianti esistenti e pianificati in Europa sono piccoli impianti, hanno cioè una capacità inferiore a 10 MW (10) e tuttavia hanno e avranno un drammatico impatto ambientale. Come sottolineato dalla Regional Strategy for Sustainable Hydropower in Western Balkans commissionata dalla Commissione Europea (2018), il contributo dei piccoli impianti idroelettrici di capacità di 10 MW o inferiore alla produzione energetica globale è “estremamente limitata”, mentre “i loro impatti sull’ambiente sono sproporzionatamente gravi”. Nonostante questo, i piccoli impianti continuano a beneficiare in maniera significativa di contributi finanziari pubblici. Nel 2016-2017, gli Stati Membri della Unione Europea, hanno dato più di 4,2 milioni di euro di supporto pubblico ai progetti idroelettrici, per lo più nella forma di tariffe incentivanti e premi, ma anche attraverso certificati verdi e contributi agli investimenti, con la benedizione della stessa Commissione Europea.(11) Nel 2018, il 70% del supporto alle energie rinnovabili nei Balcani occidentali è andato all’idroelettrico di piccola scala, che ha generato solo il 3,6% della fornitura totale di elettricità.(12)

TRANSIZIONE ENERGETICA E PROTEZIONE DELLA NATURA DEVONO ANDARE DI PARI PASSO.

La crisi climatica e della biodiversità devono essere affrontate insieme. E in molti modi richiedono che vengano intraprese le stesse azioni. Non possiamo fermare la corsa del cambiamento climatico – qualcosa che sarebbe già di per se catastrofico per molta della vita sulla Terra – senza proteggere e ripristinare gli ecosistemi naturali. Ugualmente, non possiamo avere una transizione energetica sostenibile che sia incurante della natura.Clima e protezione della natura devono essere affrontate in coppia se vogliamo offrire un futuro sostenibile al nostro pianeta e alla società umana. I fiumi, come bene comune, dovrebbero essere le basi per lo sviluppo sociale e i benefici che essi forniscono dovrebbero essere condivisi. Non ha senso costruire e condurre un impianto idroelettrico per fornire una comunità di elettricità se lo stesso impianto priva quella comunità della sua sorgente di sussistenza e benessere: un fiume in salute che fornisce acqua potabile, rinfresca le città confinanti e permette alle persone di pescare e nuotare nelle sue acque o camminare lungo i suoi argini.

COSA CHIEDIAMO

Esortiamo le Istituzioni della Unione Europea a smettere di supportare la costruzione di nuovi impianti idroelettrici:
• I finanziamenti pubblici per nuovo idroelettrico in Europa devono cessare. Alla luce degli impegni nel Green Deal Europeo, sussidi pubblici e crediti che siano dannosi per la biodiversià e la protezione della natura sono inaccettabili. In particolare, l’idroelettrico – inclusi i piccoli impianti – non dovrebbe essere più elegibile per gli Aiuti di Stato, e le istituzioni finanziarie della UE non dovrebbero ulteriormente finanziare progetti idroelettrici in alcun modo.
• Il finanziamento pubblico per l’idroelettrico dovrebbe essere reindirizzato per l’adeguamento ecologico degli impianti esistenti,(13) alla rimozione delle dighe obsolete e agli investimenti in alternative low-cost, low-carbon, e low-impact come solare ed eolico opportunamente ubicato, combinato con l’efficienza energetica, la gestione della domanda e le molte forme di stoccaggio energetico. La trasparenza sull’approvazione dei progetti e gli investimenti dovrebbe essere potenziata, inclusa quella per progetti finanziati tramite intermediari.

 

 1 -  WWF, Seven sins of dam building, 2013.

 2 -  EEA, European waters: Assessment of status and pressures, 2018.

 3 -  IUCN, WFMF, WWF, TNC, ZSL, The Living Planet Index (LPI) for migratory freshwater fish, 2020

 4 -  Freyhof Jörg, Bergner Laura, Ford Matthew, Threatened Freshwater Fishes of the Mediterranean Basin Biodiversity Hotspot, 2020.

 5 -  Eurostat, 2017.

 6 -  IRENA, Renewable power generation costs in 2019, 2020

 7 -  Recent studies suggest that methane emissions from reservoirs even in temperate climates could fall in the range of emissions previously reported for tropical reservoirs. Maeck, A. et al., Sediment Trapping by Dams Creates Methane Emission Hot Spots, 2013.

 8 -  Turner, S.W., J.Y. Ng and S. Galelli, 2017, Examining global electricity supply vulnerability to climate change using a high-fidelity hydropower dam model, Science of the Total Environment 590-591, 663-675.

 9 -  Grill G., Lehner B., Zarfl C., Mapping the world’s free-flowing rivers, May 2019, Nature 569

 10 -  EuroNatur, GEOTA, RiverWatch, WWF, Hydropower pressure on European rivers: The story in numbers, 2019.

 11 -  Extracted from: CEER, Status Review of Renewable Support Schemes in Europe for 2016 and 2017, 2018

 12 -  Bankwatch, Euronatur, RiverWatch, WWF, Western Balkans hydropower: Who pays, who profits?, 2019.

 13 -  As required under the Water Framework Directive, Birds and Habitats Directives and Environmental Impact Assessment Directive

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